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ROTARY INTERNATIONAL Distretto 2040
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Rotary Club Milano Naviglio Grande San Carlo
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Presidente: Gian Galeazzo Monarca |
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Vice Presidente: Alberto Cravero |
Segretario: Pierangelo Passarini |
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Tesoriere: Alberto Sbarra |
Prefetto: Alberto Palmeri |
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Bollettino n° 7 - Marzo 2004 |
Anno rotariano 2003/2004 |
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LETTERA di APRILE del GOVERNATORE (sintesi) |
Per il mese di aprile - seguendo il calendario - il nostro Governatore ha in serbo un argomento centrale: la comunicazione verso l’esterno, che affronta esaminando gli “strumenti” disponibili ed i nostri rapporti con la stampa nazionale.
Più numerosi di quanto non si tenda a ricordare gli “strumenti”: il mensile Rotary Distretto 2040, la rivista internazionale ”The rotarian”, le pubblicazioni nazionali “Rotary” e “Realtà nuova”..
Purtroppo però lamenta un “disimpegno” da parte di molti, che non leggono, con la conseguenza di essere rotariani disinformati. E il disinformato - secondo il nostro Governatore - non può essere un rotariano convinto.
Eppure esistono anche i Bollettini del Club (come quello che - sperabilmente - state leggendo) e i singoli siti International, il sito Internet Distrettuale, quello dei Rotary International: ampia è la documentazione su tutto ciò che riguarda le attività del Rotary. sia a livello centrale che periferico. Siate più entusiasti, più curiosi sull’Associazione e sui suoi risultati!
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Dio sa quanto detto dal Governatore può applicarsi al nostro Club, che non ci pare tra i più attenti e interessati divoratori di bollettini e di notiziari… |
Ma anche le nostre relazioni con la stampa richiedono un rigoroso riesame. Si domanda il Governatore: “siamo davvero capaci di mettere in luce le nostre attività, sappiamo pubblicizzare in maniera adeguata il nostro operato?”. E il dispiacere, a fronte di una risposta negativa è acuito dal fatto che il Governatore - durante le visite ai vari Club - ha constatato che di opere meritorie ne ha incontrate parecchie.
Conclusivamente si domanda se la società civile sia raggiunta adeguatamente, se le comunicazioni tra i nostri addetti stampa interni e le redazioni dei giornali siano impostate con la giusta tempestività e completezza.
In calce, due informazioni di servizio:
· Ad Assisi, sabato 17 aprile manifestazione congiunta dei Distretti d’Italia, Albania, Malta e S.Marino sul tema “Operatori di pace per la risoluzione dei conflitti”.
· a Bosisio Parini, sabato 24 aprile, ASSEMBLEA DISTRETTUALE, nel corso della quale il Governatore Eletto Elio Cerini presenterà il tema e il programma del prossimo anno rotariano. Sarà un anno singolare e irripetibile, per la ricorrenza del centenario di fondazione della nostra Associazione!
CorGar
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LE NOSTRE CONVIVIALI |
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4 marzo 2004 Argomento: Temi rotariani Presenze: 18 |
Il Presidente e Alberto Cravero informano i soci sulle più recenti discussioni svoltesi in seno all’”Associazione Circolo Mozart”, sul tema della Sede che i vari Club, che formano l’Associazione, intendono scegliere per il futuro. Le discussioni sembra siano state abbastanza agitate, ma senza giungere ad una conclusione definitiva ed unanime. (In una convivale successiva il Presidente Monarca ci ha comunicato di essere stato eletto Presidente dell’Associazione Circolo Mozart. Speriamo quindi in un rapido e positivo risultato delle discussioni sul tema….).
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11 marzo 2004
Argomento:
Relatore: Mario Luzzatto Fegiz
Presenze: 22 soci; + consorti e ospiti
Interclub con R.C. Milano Duomo |
Il programma delle riunioni prometteva di farci “vedere dal di dentro” alcuni aspetti del festival, aspetti che dichiarava divertenti ed inediti. Ed è quanto è successo; ma noi riteniamo che il piacere suscitato dalla serata sia soprattutto dovuto alla non comune capacità del conferenziere di intrattenere il pubblico: anche i dichiarati nemici delle canzonette e del genere light hanno avuto il loro beneficio, e non lo nascondono.
Del resto Luzzatto Fegiz vanta un curriculum “immenso”, tutto giocato sugli intrattenimenti musicali: dal 1969 ha recensito e commentato qualcosa come 2.500 concerti, cui si aggiungono 18.000 dischi! Non guasta aggiungere che Mario è rotariano del R.C. Milano Castello.
Sanremo si è sviluppato assieme a lui, nelle evoluzioni tecnologiche che tutti conosciamo (dai 78 giri ai LP, ai CD). ma soprattutto nei fasti: passaggio trionfale da tre a quattro, a cinque, a sei serate. E qui una doverosa precisazione. È stata questa incauta proliferazione una delle cause della quasi definitiva condanna di un festival che per la strada ha perduto se stesso: inizialmente festa della canzone (e non dei cantanti) e poi l’arrembaggio dei cantanti e infine la logica spietata del mezzo televisivo con il suo sciagurato servaggio alla audience. Ciò ha provocato una sempre maggiore affluenza di spettatori TV ma sempre meno compratori di dischi.
Ed ecco una grande “assoluzione”: Tony Renis, malgrado il coro di disapprovazioni e di accuse a legami non raccomandabili, si è comportato più che bene, ha saputo assicurare un discreto livello qualitativo ma soprattutto ha saputo mantenere una buona audience, che per la RAI è più che soddisfacente. Anzi, è il suo obiettivo prioritario.
Negli anni scorsi la selezione dei cantanti - affidata secondo Luzzatto Fegiz ad incompetenti - e certe gravi irregolarità nella gestione hanno allontanato le case discografiche multinazionali e anche i cantanti più affermati: chi conosce la maggior parte dei cantanti che si sono presentati a Sanremo quest’anno? E chi è al corrente della presenza intrigante della mafia nel colossale business nascosto tra le infinite pieghe di una manifestazione come questa? Tanto per valutare la dimensione degli interessi economici in gioco: un bravo ragazzo all’inizio prende 50 ÷100 euro a sera; ma dopo Sanremo (e indipendentemente dalla classifica, che non ha pratica rilevanza) balza a 500, per passare abbastanza rapidamente a 10.000 ÷ 15.000 per sera! In queste condizioni non è facile conservare lo à plomb.
Sentiamo aleggiare un rimprovero: ci siamo lasciati andare alla descrizione di un ambiente per noi inconsueto, quasi dimenticando la cronaca della serata. Ma non è così, ecco uno degli aspetti cruciali della serata: è emerso chiaramente che “i contenuti di Sanremo” stanno evolvendo rapidamente verso un insieme di prodotti in cui la musica e i cantanti sono solo uno degli ingredienti. È enormemente importante - più importante - quello che vien definito il “merchandising” (dagli stupidi “babaccetti portachiavi” alle singole compilazioni di CD effettuate ad hoc per il singolo richiedente). Ed una nostra osservazione conclusiva: raramente abbiamo colto un’attenzione così intensa ed un silenzio così religioso come giovedì sera 11 marzo; quindi la cronaca della serata non poteva essere altro che la registrazione di quel che ha detto Luzzato Fegiz, anche se è stata ahimé da noi terribilmente contratta per esigenze di spazio.
Corrado Gardino
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18 marzo 2004
Serata culturale: Visita alla mostra “Riflessi italiani” Opere di Van Dyck a Palazzo Reale
Presenti: 30 tra soci e ospiti |
Organizzati dall’infaticabile Lilo Stefani, i soci intervenuti a Palazzo reale hanno dapprima ascoltato un interessante conferenza, introduttiva alla visita, tenuta dal critico d’arte Stefano Zaffi (Rotariano del R.C. Milano). Successivamente, il percorso nelle varie sale è stato guidato da un’esperta e simpatica guida che ha illustrato le varie opere esposte.
Lasciato Palazzo Reale, i soci si sono diretti - per la cena conviviale - al vicino locale “Replay” dove, suddivisi in due grandi tavolate, hanno concluso la serata in allegria.
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25 marzo 2004
Argomento: Affari e malaffari Opinioni a confronto sul caso Parmalat
Relatore: Alberto Cravero
Presenze: 38 soci; 21 tra consorti e ospiti |
Del tutto fuori dal consueto la conviviale del 25 marzo: si trattava infatti di una tavola rotonda progettata da Alberto Cravero, presieduta da Giangaleazzo Monarca e animata da un nutrito stuolo di nostri soci e di loro conoscenti. (Per non appesantire, citeremo i vari protagonisti via via che l’argomento li richiamerà.) Ma la novità essenziale, di cui dobbiamo rendere merito a Cravero come ideatore e organizzatore, è stato il tentativo di costituire (citiamo una sua e-mail) ”la ricerca di un confronto intelligente tra persone che hanno confidenza con i principali risvolti della materia, … costruendo l’occasione per una serata che … possa interessare i soci, le loro mogli, i possibili invitati”.
A. Cravero Alberto aveva ovviamente come tema la banca, la banca che finanzia l’impresa. Ed eccoci ad un primo intoppo: qualcuno tende ad interpretare questa “missione” come un obbligo, un dovere quasi eroico; ma da esso - se adempiuto interamente - non possono che derivare grossi danni per l’impresa, la banca, la stessa collettività … Ma è di Parmalat che Alberto intende parlare: non si è mai vista una situazione così smaccatamente fallimentare, con sintomi presenti da parecchio tempo. Se vogliamo essere molto generosi, dal dicembre scorso. Ed è ormai noto che il gruppo (con almeno una decina di dirigenti) da più di 10 anni falsificava allegramente i bilanci; che le perdite effettive raggiungono almeno i 15 miliardi di Euro, che la proprietà e il gruppo direttivo hanno sottratto almeno altrettanto. Un deficit superiore al fatturato!
Dirà Alberto: è stato Beppe Grillo a coniare il detto: “il loro debito serviva a finanziare altri debiti”. E ci spiace dovere citare B. Grillo con connotazioni positive, perché noi non lo amiamo particolarmente. Transeat.
Ricchissimo di spunti l’intervento di Alberto, ma noi abbiamo severi limiti di spazio. Perciò ai soci che hanno disertato diciamo provocatoriamente “ben vi sta”; con coloro i quali avevano effettivi conflitti in agenda non possiamo che “condolerci”.
Il Dott. Flavio Migliori, esperto del ramo, ospite di A. Cravero, venditore di prodotti di investimento, inizia con una immagine colorita anche se consueta: “la realtà supera la fantasia”. E prosegue con una denuncia piuttosto imbarazzante: “le banche non potevano non sapere”; e “se sapevano, non hanno fatto il loro mestiere.” Prosegue infine individuando la rosa dei responsabili, che non è limitata al circuito bancario.
Ci sono dei segnali, alcuni molto significativi, disponibili ma disattesi: ad es. la Centrale Rischi denunciava l’esistenza di importi superiori al totale dei debiti inseriti nel passivo; e interessi passivi esagerati rispetto all’ammontare dei debiti accertati. E infine, molto importante ma non sufficientemente valutata, la esposizione all’estero.
Giancarlo Crivelli parla delle imprese. Inizia con un’introduzione un po’ scontata: “se non ne hai bisogno, le banche ti soffocano di proposte, ma se hai dei problemi…” poi affronta il tema con un’angolazione molto pragmatica. Il suo assunto fondamentale è “il denaro è una materia prima”. E osserva coraggiosamente che di fronte a grossi problemi non è molto conveniente rivolgersi al sistema bancario.
E infatti propone: “quale miglior esempio della mia stessa azienda”? Lui, in coerenza con quanto detto sopra, non si è rivolto alle banche ma ai fondamentali protagonisti della struttura patrimoniale: per il passivo ovviamente i fornitori; per l’attivo ovviamente i clienti, che ha raggiunto con coraggiose argomentazioni che hanno ottenuto il loro effetto. I fornitori, a fronte di precise indicazioni sulle strategie che stava ponendo in atto, hanno fornito finanziamenti (dilazioni nei pagamenti); i clienti hanno riconosciuto che il “costo della qualità” è raggiungibile solo finanziando il processo, e dunque con accorciamenti nei termini di pagamento (il 30% all’ordine). Ovvi i risultati.
Giancarlo, conclusivamente, riconosce che non è facile attuare simili provvedimenti, che si appoggiano su maggior fiducia nei rapporti, minor burocrazia, minori lunghezze nella catena di deleghe lungo le procedure. Sembra più un “dover essere” che un “essere”, ma è validato da positivi risultati.
Giovanni Fino si attribuisce la parte del cattivo, semplicemente perché riprende e riassume ciò che è successo in questa incredibile serie di eventi.
Il fulcro della vicenda è a suo giudizio l’aver le banche consigliato investimenti quando esistevano ormai ampie evidenze sulla situazione fallimentare della Parmalat. E dopo lo scoppio del caso, questo ha determinato la sfiducia dei risparmiatori nei confronti dell’intero sistema bancario. Cosa possono offrire oggi le banche? E si tenga presente che le banche sono oggi tra le poche grandi aziende rimaste. Ma cosa fanno per ridare fiducia?
Giuseppe De Filippi - Dir. Gen. Banca di Credito Cooperativo di Binasco, ospite di Fino. Concentra la sua attenzione su due aspetti che da sempre sono creatori di polemiche. Il primo: “La banca non mi dà ciò che chiedo, mentre dovrebbe essere nei suoi scopi istituzionali il farlo”. Già, dice De Filippi, ma non si vede come la banca possa accettare di compiere un’operazione “eroica” ma per lei antieconomica; non dimentichiamo che il suo scopo fondamentale è la sopravvivenza! Il secondo argomento, assai sottile: oggi i risparmiatori sono diventati investitori (bond); ma se le cose vanno male, la colpa è tutta e solo delle banche…
Alessandro Bernabei su “le istituzioni”. In realtà esamina soprattutto come è difficile per le istituzioni mantenere un rapporto “distaccato” nei confronti di certi mega clienti. Tanzi era considerato una gran brava persona, generoso verso le istituzioni caritatevoli e ospedaliere e verso il clero, modesto ed amichevole con tutti.
Solo un evento esterno poteva distruggere i delicatissimi equilibri costituitisi, fino a determinare il crack.
Alberto Sbarra si domanda: quale adeguatezza era assicurata alle regole? La Consob per circa un anno aveva cercato informazioni che non ha ottenuto; solo il dicembre scorso erano stati emessi avvisi su certe anomalie… Evidentemente i Tanzi non temevano le enormi penalità previste per gli inadempienti e i falsari.
Più in generale, la formazione legale di Alberto - ahimè da noi completamente rovinata con quanto stiamo scrivendo - lo induce a puntualizzare che su questa tipologia di reati raramente si va in galera, al punto che numerose associazioni di legali hanno sottolineato la necessità di un inasprimento delle pene.
Armando Greco, dovrà parlare di controlli. Ma quali controlli? Egli si domanda. Evidentemente non hanno funzionato. La natura stessa dei controlli era bacata, se consideriamo che Consiglieri d’Amministrazione, Sindaci, Revisori, Consulenti Legali erano abbondantemente legati a interessi famigliari; in parecchi casi il loro incarico dipendeva strettamente da Calisto. Perciò non c’è nemmeno da domandarsi quale indipendenza di giudizio i consulenti potevano manifestare.
Ma allora, a fronte di tutte queste inadempienze, quali le pene? Trascurabili, c’era da aspettarselo: multe per qualche diecimila Euro a fronte di interessi giganteschi.
Breve l’intervento di Maurizio Pellicano, qui in veste di opinionista, che vede la vicenda come una commedia tragicomica che riguarda un’impresa, con un soggetto che ha fatto piangere molti privati e qualche banca.
Ci rivela che già nel 2003 circolavano voci e richieste della loro Associazione di comunicare dati e informazioni, richieste naturalmente disattese. Del resto, indipendentemente dalla non esistenza di dolo, anche la Fiat negli anni scorsi si era trovata in una posizione molto precaria. Interessante la definizione del mercato di questi tempi, secondo Maurizio: “si regge su un filo di lana molto tagliente”.
Amedeo Rosignoli, anch’egli opinionista, ha cercato di “immaginare come Tanzi ci sia riuscito”; dobbiamo tener conto anche di una serie di sue connotazioni positive, che lo hanno indubbiamente facilitato malgrado certe megalomanie e una ostentata sicurezza di sé. Voleva emergere, ma Parma-bene lo snobbava; di qui l’acquisto della televisione locale e soprattutto della squadra di calcio. In tal modo il miracolo si è compiuto: Tanzi è finalmente accettato dall’ambiente che conta.
Del resto, in termini esclusivamente tecnici, certe intuizioni gli vanno riconosciute, prima di tutto l’aver saputo utilizzare le forti eccedenze di latte della regione mediante l’acquisto di un brevetto per la lunga conservazione. Ma tutti gli investimenti (questi e altri) intaccano enormemente la liquidità; iniziano i sospetti aumenti di capitale, i bond, i presunti finanziamenti esteri. Fino a che il costoso giocattolo si rompe.
E il famoso “tesoretto”? Sicuramente è inesistente; Calisto tendeva a spendere, non ad accumulare.
Un breve intervento di Giovanni Sangalli: vede Calisto Tanzi in buona compagnia, se ricordiamo Gardini, Ferruzzi, Cragnotti…
Tutti noi, clienti più o meno delusi, reclamiamo un rilancio di contatti con le banche, all’insegna della miglior trasparenza, che genera fiducia. Ma recentemente Giovanni ha ricevuto da una banca, che ovviamente non nomina, otto moduli del tutto incomprensibili. E sì che Giovanni sa il fatto suo…
Un suo accorato appello finale: “cerchiamo di fare meglio!”
Un altro accorato appello, ma questa volta di chi scrive queste note: Non sparate sul pianista! Ho avuto qualche difficoltà nel conservare memoria degli interventi ma soprattutto nel riportare certe opinioni un po’ troppo specialistiche per un bravo ingegnere “civile” come me. Non sparate sul pianista!
Corrado Gardino
(Nota del Redattore: La serata è riuscita particolarmente brillante, anche in funzione della nuova formula, che prevedeva molti protagonisti a presentare e a dibattere il tema. Folto, e coinvolto, l’uditorio; si è perfino sentito dire da un ospite, rotariano di altro Club: “Ma sono sempre così interessanti, da voi, le conviviali?”. Il successo ha suggerito di adottare, in futuro, la stessa formula per discutere altri temi).
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Commissione Distrettuale ALFABETIZZAZIONE |
Pensiamo sia doveroso far conoscere ai Soci lo stato di avanzamento dei lavori della Commissione, come pure farli partecipi del sentito ringraziamento, da parte del Presidente della Commissione stessa, il PDG Renato Cortinovis, per la generosa donazione che il nostro Club ha deliberato per venire incontro ai costi di traduzione dei “glossari”.
Il principale obiettivo, attualmente, è la creazione di numerosi documenti (chiamati “glossari”) destinati ai lavoratori stranieri che - pur conoscendo alcuni rudimenti della lingua italiana - non sono in grado di padroneggiare i termini “tecnici” del lavoro cui intendono applicarsi (di muratore o falegname, idraulico o elettricista). I glossari contengono la traduzione in 10 o più lingue di questi termini, accompagnati da illustrazioni che permettono di individuare l’oggetto. In più, vi sono - sempre tradotte in 10 lingue - le frasi più comuni connesse al lavoro specifico: al fine di permettere all’operaio di capire quanto dice il caposquadra.
Il costo di queste traduzioni è pari a circa € 3.000 (si presume che il testo italiano sia a costo nullo, perché fornito da rotariani). Il primo glossario completo è stato elaborato da Club del Gruppo Milano 1, e questo è un punto di soddisfazione per noi milanesi…..
Si ritiene che l’azione più impegnativa e più importante - a livello mondiale - dopo la Campagna Polio Plus sia la Campagna “Alfabetizzazione”; che si svolge, come si vede, anche nel nostro Paese.
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PENSIERI DI UN ROTARIANO |
“… Il Rotary deve continuare nel suo cammino, saldo nelle sue radici, forte nella sua struttura, proiettato in un futuro che realizzi appieno le finalità istituzionali a mezzo degli strumenti statutari.
Un futuro che richiede uno sviluppo dell’effettivo necessario per il consolidamento e il rafforzamento della famiglia rotariana che è costituita da soci scelti con criteri di rigore morale, necessari oggi ancor più che nel passato, e sulla base di una naturale disponibilità al servire.
Un futuro che richiami ogni Club Rotary al ruolo che è chiamato a svolgere, che è quello di centro di “pressione” e di “potere”; centro di pressione e di potere, cioè sede in cui responsabilmente si prende coscienza dei problemi della comunità e, attraverso lo strumento dell’amicizia, si traduce con sobrietà la disponibilità dei propri soci a realizzare azioni concrete di solidarietà.
Un futuro che richiede una espansione adeguata e continua, che non può essere frenata né ostacolata da sterili e anacronistiche posizioni.
L’espansione è lo strumento necessario per la crescita del Rotary e la diffusione del suo “ideale” perché essa mira a realizzare un rapporto ottimale e omogeneamente distribuito tra Rotary e popolazione, al fine di rispondere alle richieste di servizio che sempre più numerose e imperiose vengono dalla società.
Un futuro che, lasciando da parte infantilismi passionali e certe monotonie retoriche, tenga conto della necessità di una organizzazione territoriale dei Club che consenta efficacemente, eliminando distanze astrali, di “sviluppare le relazioni amichevoli” nella maniera più ampia possibile e di eliminare la frammentarietà dell’azione, spesso conseguenza di una non corretta interpretazione del concetto di autonomia e quindi ostacolo alla convergenza e all’unità”.
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(da: “Essenza e finalità del Rotary” - 1994 del PDG Riccardo Giorgino)