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ROTARY INTERNATIONAL Distretto
2040 |
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Rotary Club Milano Naviglio Grande San
Carlo |
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Presidente: Alberto Cravero |
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Vice
Presidente: Marino
Ercolani |
Segretario: Claudio Galli |
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Tesoriere:
Alberto Sbarra |
Prefetto: Rosario Lo Po |
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Bollettino n. 3 – Novembre 2004 |
Anno rotariano 2004/2005 |
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LETTERA APERTA DEL
PRESIDENTE
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Questa volta vi desidero parlare, anzi vi devo
parlare di due temi scottanti.
Il primo riguarda l’equilibrio finanziario dell’attività del club.
Lo scorso anno abbiamo destinato ai “ service”
20 mila euro, pari al 21% delle uscite che complessivamente hanno superato di 7
mila euro le entrate. Una somma ed un rapporto che molti soci giudicano insoddisfacente,
tanto che dopo le dimissioni della segretaria si è deciso, con evidente
sacrificio a carico di alcuni soci, di rinunciare alla sua sostituzione,
cancellando una spesa che incideva per almeno l’8% delle uscite complessive.
Nonostante l’onorevole rinegoziazione del
contratto con Villa Mozart che “blocca” il costo delle conviviali, la
situazione si è aggravata per varie ragioni, di cui espongo le principali:
·
il
numero dei soci tende a diminuire, per dimissioni o cancellazioni già mature
l’anno scorso delle quali si è preso atto quest’anno, che in pochi mesi hanno
ridotto l’effettivo da 80 a 72 unità con realistica previsione di altre
defezioni
·
per
contro, è migliorato il numero dei soci che intervengono alle riunioni, cosa
che beninteso conforta moltissimo l’attuale gruppo dirigente
·
sono
venuti meno alcuni introiti straordinari (Palazzo del Ghiaccio, Creme,
organizzazione di eventi, lotterie e similari) grazie ai quali la generosità di
alcuni aveva arrotondato l’operatività del club.
·
la
celebrazione del Centenario del Rotary ci chiama a sostenere qualche onere
straordinario, correlato alla nostra disponibilità partecipativa, comunque non
inferiore a 6-7 mila euro.
Dobbiamo poi prendere coscienza che ogni anno una
percentuale compresa tra il 5 ed il 10% delle quote associative, rimane
insoluta, in sostanza il credito deve essere cancellato, anche se il Club ha
già sostenuto i contributi distrettuali e quelli al Rotary International.
Ma la quota associativa che applichiamo -1000
euro, ferma da tempo - è insufficiente in assoluto e comunque bassa rispetto
agli standard degli altri club milanesi, che operano intorno a 1300 € (range
compreso tra 1200 e 1400), così come ho riscontrato attraverso un’indagine
svolta di persona. Rare eccezioni soltanto nella periferia della provincia
lombarda, dove è più contenuto il costo della vita (conviviali intorno a 18-20
euro).
Ho valutato l’ipotesi, suggestiva ma poco
realistica, di chiedere un contributo “una tantum”, ma mi è parsa una soluzione
poco corretta, che lascerebbe irrisolto il problema sulle spalle del mio
successore.
Seppure consapevole delle valutazioni non
concordi su questo tema, vi propongo di ritoccare la quota associativa a 1200
euro, pari a 600€ al semestre a partire dal 1° luglio. Un ritocco contenuto ma realistico, assicurandovi
una gestione sobria e scrupolosa com’è nella vostre lodevoli e condivise
aspirazioni.
Non mi piace ciò che vi sto proponendo e che
porterò alle vostre decisioni nell’assemblea già indetta il 2 dicembre per le
elezioni dei dirigenti del club, ma non vedo alternative se non una rilevante
riduzione del numero o della qualità delle conviviali o, peggio, della
contribuzione del club ai service rotariani.
Spero vivamente che il Club esprima una
valutazione concorde, consapevole perché informata, della richiesta che ho
esposto.
Passo ora al secondo punto, che riguarda l’organico del Club.
Poc’anzi vi ho parlato della contrazione del
numero dei soci, che ridimensiona il Club entro confini forse più coerenti con
la quantità dei soci che frequentano. L’esame compiuto sullo scorso anno
indicava un’assiduità pari ad un misero 34%, agli ultimi posti della
graduatoria distrettuale.
Mi ero posto l’obiettivo di chiudere l’anno con 82
soci. Smania di crescere? Niente affatto.
Avevo letto, avevamo letto che il Presidente
Internazionale Glenn Estess aveva indicato, tra le opportunità di servire nel
celebrare il Rotary nei nostri club:
Nel recupero del senso e dell’orgoglio
dell’essere rotariani, propongo e chiedo fortemente di presentare nuovi soci.
Aumentare il numero dei soci permetterebbe di arricchire le idee ed i progetti
di servizio che ne potrebbero derivare. Penso ad un serbatoio di nuove
potenzialità, di dirigenti e di membri delle commissioni. Un effettivo
rigoglioso recepirebbe meglio la mutevole composizione della nostra società.
L’effettivo è del resto la nostra risorsa principale, rafforza e mantiene in
salute il club preservandolo dall’invecchiamento.
Intendiamoci bene. Tralasciando in questa sede
che conservare i soci attuali è la componente chiave della crescita
dell’effettivo, diciamoci pure che, per poter crescere, dobbiamo individuare
con cura i nuovi soci e poi informare, formare e motivare. Il mondo in cui
viviamo è in continua, accelerata evoluzione e pertanto il Rotary deve
mantenere il passo con i tempi. Crescere è importante per garantire il
ricambio, per acquisire nuove idee, nuovi interessi, nuove energie. Giovani ma
non soltanto giovani, anche donne, ovviamente. Crescere è importante per
acquisire nuove professioni, per accrescere la capacità di servizio, per
aumentare la partecipazione ai programmi della Rotary Foundation. E,
soprattutto, il Club, attraverso i soci, deve crescere in qualità.
In conclusione. Diamoci una mano, presentate
un nuovo socio, presto. Frugate nella vostra mente, scoprirete che
conoscete già il candidato che siete pronti a proporre!
E’ un argomento sul quale tornerò sovente,
determinato quanto basta per essere convincente.
Abbiamo diverse possibili candidature da
coltivare, in varie misura già all’esame, proposte da Corte Rappis, Fantasia,
Martone, Pedroni, Pellicano, Stefani e Cravero, a parte un trasferimento da
Trieste. Credo che piacerebbe a tutti solennizzare la visita del Governatore,
il 13 gennaio prossimo, con un nutrito ingresso nel Club. Posso chiedere uno
sforzo congiunto dei proponenti e dei componenti della commissione, Pederielli,
Crivelli e Stanca, di adoperarsi proficuamente?
Conto di incontrarvi numerosi ai prossimi
appuntamenti e vi saluto con la consueta viva cordialità.
Alberto Cravero
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SUONA LA CAMPANA DEL CENTENARIO |
Come la torcia olimpica, le cinque campane
commemorative fuse appositamente per il centenario rotariano stanno facendo il
giro di tutti i Paesi del mondo in cui l’organizzazione è presente.
Il loro viaggio, iniziato nel giugno 2003 al
Congresso Internazionale di Brisbane, vuole simbolizzare il carattere
internazionale dell’organizzazione.
Una campana toccherà i primi cento club in
ordine di costituzione, mentre le altre quattro visiteranno altrettante
macroaree geografiche. – Asia e Pacifico, America Latina e Caraibi, Africa ed
Europa – facendo tappa nei primi club fondati all’interno dei rispettivi paesi.
A Milano, che compie ottant’anni, arriverà il 19 gennaio.
Il viaggio si concluderà a Chicago nel giugno
2005, quando il rintocco delle campane darà inizio ai lavori del Congresso
centenario.
Alberto Cravero
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LE NOSTRE CONVIVIALI |
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7
ottobre 2004 Interclub
con Inner
Wheel San Carlo Naviglio Grande Tema:
Programmi per le nuove generazioni Presenze: 23 soci, signore 6, ospiti, 4 |
Il mese di ottobre inizia con un interclub che ha visto la partecipazione, oltre che del nostro Club, dell’Inner Wheel San Carlo Naviglio Grande ed in cui si è parlato di giovani e Rotary. Sotto vari punti di vista e con l’intervento di Vittorio Amigoni, in qualità di Presidente della Commissione Distrettuale per le Nuove Generazioni e del nostro Carlo Alberto Corte Rappis, Delegato per il Gruppo 1 sempre per le Nuove Generazioni.
La serata è stata l’occasione per consegnare
anche quest’anno una borsa di studio a Miriam Giuliano presente tra di noi e
accompagnata dalla mamma. Sponsor di Miriam è stato il nostro Eugenio Briguglio
il quale l’ha proposta in quanto particolarmente meritevole in termini di
profitto scolastico: dopo il diploma di scuola media superiore ha intrapreso in
modo brillante gli studi in lingue moderne, con particolare riferimento alla
lingua russa, cercando di essere il più possibile autosufficiente per non
gravare troppo sul bilancio della sua famiglia. Famiglia numerosa in quanto
composta da cinque figli più uno adottato, fatto che chi scrive non può fare a
meno di considerare davvero ammirevole.
L’intervento di Vittorio Amigoni è stato
centrato sulla disamina dei programmi per i giovani. Da un lato ha ricordato
come il Rotary dal 1947 ad oggi abbia erogato più di 18.000 borse per favorire
gli scambi internazionali e che ogni anno cinque giovani, che vivono nel
territorio distrettuale e che non siano figli di rotariani, trascorrono
all’estero un periodo corrispondente ad un anno scolastico con una borsa di
studio erogata dal Distretto. Dall’altro lato si è soffermato sui principi
ispiratori che nella storia del Rotary hanno riguardato le azioni a favore
delle giovani generazioni, alla base delle quali vi è la convinzione che “per
vivere meglio i giovani devono vivere nel mondo ed essere in grado di vivere
con chiunque, senza essere vittime di pregiudizi”.
Forse per rafforzare questo punto di vista e in
parte con intenti entro certi limiti provocatori (in senso buono,
intendiamoci), il nostro ospite ritiene poi che far vivere a Milano o in Brianza
un ragazzo durante tutto il periodo degli studi, con particolare riferimento a
quelli di scuola media superiore, “gli rovina la vita”. Certo è che
un’esperienza prolungata all’estero durante questo periodo può rappresentare
una grande opportunità per un giovane, ma mentre negli Stati Uniti si
organizzano 6-7000 scambi all’anno, in Italia tale cifra si riduce purtroppo
solo a 60. E quindi, si potrebbe dire con spirito costruttivo, c’è senz’altro
spazio per nuove proposte che favoriscano questo tipo di iniziative.
Carlo Alberto Corte Rappis ha illustrato quali sono le diverse tipologie di programmi previsti a favore delle giovani generazioni, mettendone in luce le relative modalità ed in particolare il valore aggiunto che è dato dal fatto di essere ospitati da famiglie rotariane conosciute e fidate. Il vostro cronista, per non ripetere quanto già scritto in modo molto più esauriente da Carlo Alberto, ha pensato di inserire nel bollettino uno stralcio del resoconto da lui preparato e, peraltro, già inviato a tutti i soci a metà ottobre. Preme rimarcare l’iniziativa di fare un censimento tra soci del Club allo scopo di individuare i giovani (figli, ma non solo) potenzialmente interessati a partecipare ai programmi per le nuove generazioni: è questo anche un sollecito a rispondere al questionario, rivolto evidentemente a quei pochi che ancora non l’hanno fatto.
Come è tradizione, a conclusione degli
interventi dei relatori ufficiali, c’è stato lo spazio riservato agli interventi
dalla sala, numerosi e schietti come sempre. Per concludere, Amedeo Rosignoli
ha ricordato che il 30.11.04 scadono i termini previsti dal bando per
presentare domanda di assegnazione delle cinque borse di studio (ciascuna di
importo pari a 25.000 $) offerte annualmente dal Distretto 2040 per laureandi e
neo laureati, purché non figli di rotariani.
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14
ottobre 2004 “Alfabetizzazione” Presenze: 33 soci, signore 1,
ospiti 4 |
Serata interessante, e prettamente di argomento
rotariano, quella dedicata alla Alfabetizzazione, ed all’attività che la
relativa Commissione Distrettuale svolge ormai da qualche anno.
Già il Presidente della Commissione, il PDG
Cortinovis, aveva illustrato al nostro Club i principali aspetti di questo
importante service, che il RI considera – giustamente – tra i più vicini agli
obiettivi del Sodalizio, e tra quelli destinati a portare effetti duraturi nei
Paesi dove l’attività viene svolta con forme concrete e diffuse.
Quest’anno, a parlarci di Alfabetizzazione, è
venuto il Vice Presidente, Gianfausto Ferrauto, che unisce alle doti di
rotariano esperto ed entusiasta una sua specifica qualità professionale, in
quanto titolare di un’ azienda di comunicazione e di pubblicità.
La relazione di Ferrauto è stata ricca di
stimoli, ed infatti – al termine della stessa – numerosi sono stati gli
interventi e le domande dei nostri Soci. Le attività della Commissione evolvono
e si completano anno dopo anno, ed oggi un’azione non secondaria è orientata
alla formazione di tecnici ed artigiani, con l’aiuto dei “glossari” (vademecum
illustrati, che in dieci lingue e la relativa traduzione in italiano danno modo
agli stranieri di individuare oggetti, strumenti e terminologie del proprio
lavoro), ma anche con l’intervento di scuole e di stages. Un ulteriore campo di
azione è la funzione di “ponte” tra i centri EDA (Educazione Degli Adulti) e le
organizzazioni di categoria, perché sia più facile la ricerca di un lavoro.
Alla serata era ospite
anche una giovane laureata, Ilaria Pellizzari, che ha concluso da pochissime
settimane il suo corso di studi con una tesi sull’insegnamento dell’italiano
agli stranieri immigrati, riportando un brillante 110 e lode. Una copia del suo
lavoro è stata da lei consegnata al Vice Presidente della Commissione.
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21
ottobre 2004 Buffet Presenze: 28 soci |
Come
da tendenza che sembra si stia consolidando sempre più, questa è stata una
serata senza interventi da parte di relatori su tematiche specifiche, ma riservata
ai soci. Devo dire che mi è sembrato di percepire un diffuso gradimento per
questo genere di serata in cui, oltre alle comunicazioni “istituzionali” da
parte del Presidente, c’è ampio spazio per fare quattro chiacchiere in libertà
e per discutere di vari argomenti sulla base degli interessi che emergono in ogni
tavolo. È forse azzardato proporre che di volta in volta qualcuno possa buttare
giù due righe in merito a ciò di cui si è discusso al proprio tavolo (sempre
ammesso che sia pubblicabile!), però lancio il sasso, nascondo la mano e
vediamo se qualcuno raccoglie la provocazione.
Passando alla parte meno informale, vale a dire
le comunicazioni del Presidente, c’è da ricordare in ordine rigorosamente
cronologico i punti salienti:
·
è
in via di perfezionamento la richiesta di trasferimento nel nostro Club del
Dott. Daniele Cabiati dal R.C. Trieste;
·
vengono
presentati due ospiti di Carlo Alberto Corte Rappis, i quali potranno essere
ospitati in qualcuna delle prossime serate e che presto potrebbero essere
candidati a far parte del Club;
·
Giuseppe
Cammareri e Antonino Palmitano hanno dato le proprie dimissioni dal Club;
·
infine
un cenno alla questione della quota annuale di iscrizione rispetto alla quale
occorrerà decidere se integrarla con un versamento una tantum oppure se
adeguarla in modo permanente.
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25
ottobre 2004 Interclub “Quanto
di nuovo è stato fatto a Bukumbi” Presenze: 28 soci, 9 signore, ospiti 2 |
La partecipazione è stata davvero molto
numerosa, più di 100 presenze fra i soci dei tre club (R.C. Milano Sud-Ovest e
R.C. Milano Nord-Ovest, oltre al nostro) e gli ospiti intervenuti.
In apertura Sergio Fantazzini, Presidente del
R.C. Milano Sud-Ovest, legge una lettera inviata da Padre Franco Manenti in cui
si esprimono i ringraziamenti per gli aiuti già ricevuti e per quelli
programmati per il futuro, visto le risorse di cui l’opera intrapresa ha
continuamente bisogno per svilupparsi.
Fulvio Falcone illustra, anche con l’aiuto di
fotografie e filmati, ciò che finora è stato fatto a Bukumbi. Questa è una
piccola località sulla sponda sud del lago Vittoria, in Tanzania, non tanto
distante dal noto parco naturale di Serengheti. Già per raggiungerla, il
viaggio si rivela decisamente poco agevole, come testimoniato dal relatore e
una volta arrivati l’impressione è quella di poco più di un villaggio.
L’ospedale consta di alcuni piccoli padiglioni
che a turno sono oggetto di interventi sulle strutture edili e sugli impianti,
con dotazioni che rispetto agli standard locali, se così si può dire, sono
decisamente migliori e assicurano condizioni di degenza dignitose. Qui si sono
attrezzate camere per la degenza, una sala operatoria, sale parto, ambulatori
ed è in previsione l’ammodernamento e l’attrezzatura di un laboratorio per
l’esecuzione di analisi di vario tipo, tra cui anche quelle ematiche.
Oltre all’impegno per migliorare e rendere più
efficienti le strutture, c’è stato anche quello mirato a convincere la
popolazione locale a considerare l’ospedale come un punto di riferimento capace
di risolvere, o semplicemente di alleviare, i tanti problemi di natura
sanitaria che affliggono quella regione. In effetti c’è stato un riscontro
positivo sia in termini di afflusso di pazienti che di risultati da un punto di
vista medico, segno che tale iniziativa merita di essere sostenuta. Ed i
programmi per il futuro non mancano: dall’invio di farmaci, grazie al
contributo di aziende del settore, al progetto di potenziare le ridotte
capacità di telecomunicazione, ad esempio per consentire la trasmissione via
internet di documenti, analisi e referti per organizzare consulti a distanza.
Si intende finanziare le varie attività tramite
un progetto di matching grant, attraverso la partecipazione dei tre Club con un
contributo di 13.000 $ integrato da 2-3.000 $ da parte del Distretto 2040,
2-3.000 $ da parte del Rotary International e da circa 5.500 $ dalla Rotary
Foundation (cifre orientative).
Per concludere, un grazie a Padre Franco e un
invito a sostenere questa iniziativa anche con idee e con impegno personale,
oltre che con aiuti materiali; ad esempio, come suggerito da Fulvio Falcone, in
vista del prossimo Natale una piccola ma significativa iniziativa potrebbe
consistere nella preparazione di doni per i bambini ricoverati a Bukumbi. Anche
il poco può significare tanto in regioni dove un operaio guadagna in media 1
euro al giorno e il costo della degenza vale circa 2 euro al giorno.
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Il nostro
Carlo Alberto Corte Rappis, sempre molto attivo nella sua funzione di Delegato
Giovani,
ci ricorda le numerose iniziative rotariane in ambito giovanile.
ATTIVITA’ DEL ROTARY PER I GIOVANI
Le attività del Rotary nei confronti dei giovani
si individuano principalmente in
§
Scambio
giovani
§
Rotaract
§
Interact
§
Ryla
SCAMBIO
GIOVANI
Lo scambio giovani comprende tre opportunità
così sinteticamente riassunte
Ø
Scambio
annuale
Consiste nella permanenza all’estero della
durata di un intero anno scolastico (prevalentemente il penultimo anno delle scuole
medie superiori) con frequenza scolastica obbligatoria e ospitalità presso
famiglie
Ø
Scambio
breve estivo
Consiste nel ricevere a casa propria per un
periodo di tre/quattro settimane un ragazzo/a tra i 16 e i 19 anni e di inviare
il proprio figlio nella casa dell’ospitato per un uguale periodo
Ø
Camp
Consiste in un soggiorno organizzato da uno o
più Club di circa due settimane per una decina di ragazzi provenienti da
diversi paesi aventi finalità specifiche varie (sport, musica, cultura), ma con
la finalità principale di reciproca conoscenza e di scambio di esperienze e di
apertura al mondo
ROTARACT
E’ un’organizzazione internazionale di Club di
servizio per ragazzi/e di età tra i 18 e i 30 anni. I Roctaractiani nel mondo
sono circa 149.000. Il Club effettua
riunioni formali che comprendono relazioni, attività culturali, dibattiti e
progettano attività di servizio, attività sociali e seminari per lo sviluppo di
capacità direttive e professionali
E’ un Club di servizio per ragazzi e ragazze di
età compresa tra i 14 e i 18 anni. Lo scopo del programma è di dare opportunità
ai più giovani di iniziare progetti di servizio interessanti e significativi e
a partecipare a gruppi di lavoro organizzato, al fine di sviluppare competenze
di leadership e di integrità personale
RYLA
– Rotary Youth Leadership Awards)
Ogni distretto organizza una volta all’anno un seminario o workshop rivolto a ragazze/i con forti potenzialità di crescita, laureati o laureandi. Il tema dell’incontro è un argomento di grande attualità e gli interventi mirano a garantire una effettiva esperienza formativa per i partecipanti, incoraggiare la leadership, promuovere una discussione tra giovani di diversa formazione scolastica
Invitiamo
tutti i soci che avessero figli, nipoti e/o conoscessero giovani, non
necessariamente legati in qualche modo al Rotary, interessati a partecipare
alle attività sopra riportate, di contattare direttamente Carlo Alberto Corte
Rappis per avere tutte le informazioni al riguardo.
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TANZANIA Per
saperne di più sul Progetto Bukumbi |
Stato dell’Africa Sud Orientale, per il 98% continentale (confina con Kenia, Uganda, Ruanda, Burundi, Congo, Zambia, Malawi e Mozambico) ed il resto (Zanzibar e Pemba), insulare.
Superficie: 945 mila kmq.
Popolazione: 34.4 milioni nel 2001 con
elevatissimo tasso di crescita. Sono 120 gruppi i etnici nella componente
africana (97%). Condizioni socio sanitarie molto carenti: mortalità infantile
97 per mille, speranza di vita 40 anni, analfabetismo 32% collocano la Tanzania fra i paesi a più
basso sviluppo.
Lingue ufficiali: swahili e inglese. Religioni:
islam, cristianesimo, animista in parti quasi uguali.
Capitale: Dodoma. Città principali: Dar Es Salam
(la città principale, 1747000 abitanti), Zanzibar e Tanga.
Caratteristiche fisiche: Monte principale Kilimangiaro (5895 m), fiume Ruvuma (1000 km), laghi Vittoria (35000 kmq la parte tanzaniana, 68100 in totale, terzo lago del mondo), Tanganica (14000 kmq, 33000 in totale). Isole: Zanzibar 1660 kmq e Pemba 984 kmq. Clima caldo e molto piovoso. Rilevante patrimonio faunistico e forestale.
Lo stato (federale) nasce nel 1964 dall’unione
di Tanganika e Zanzibar. Governo inizialmente neutralista (Nyerere) caratterizzato
da una forte politica di nazionalizzazioni e da una forma di socialismo
nazionale, successivamente orientato verso concezioni liberistiche. Regime stabile.
PIL 280 $ procapite nel 2000, fra i 10 più bassi del mondo. Fabbisogno alimentare minimo garantito solo per l’82%. Solo il 4% del territorio è coltivato. Prodotto tipico i chiodi di garofano (80% della produzione mondiale). Grande patrimonio forestale. Turismo in crescita, scarsa l’industria. La moneta è lo scellino.
Medici del Mondo Onlus è un’associazione
medico umanitaria , non governativa, senza scopo di lucro, a sua volta
espressione di Medecins du Monde International, associazione fondata
in Francia nel 1980. Quest’ultima coordina le sezioni nazionali di Argentina,
Belgio, Canada, Cipro, Grecia, Francia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Svezia
e Svizzera.
Lo spazio dei progetti di Medici del Mondo
Italia
concerne:
Progetto Kampilya – intervento di
sostegno sanitario nell’India Settentrionale, nello stato dell’Uttar Pradesh,
nell’ambito del progetto multidisciplinare coordinato da Ca’ Foscari, Venetian
Academy of Indian Studies, VAIS e CNR Padova.
Progetto Bukumbi – ospedale che sorge
nel distretto di Mwanza, sul lago Vittoria. Assieme ad altri 5 dispensari di
proprietà della diocesi di Mwanza, la gestione amministrativa è affidata ad
una figura, denominata medical in charge, che assomma le funzioni che in altri
ospedali sarebbero affidate all’amministratore ed al direttore sanitario.
Il medical in charge è Franco Manenti, socio
di Medici Mondo Italia dal suo nascere e per essa responsabile delle missioni
in Africa, che opera nell’ospedale di Bukumbi dal maggio 2001. E’ un francescano, medico specialista in
malattie infettive, con lunga esperienza in chirurgia generale, ostetricia e
ginecologia, maturata presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano, da più di
10 anni in Tanzania, negli ospedali attorno al lago Vittoria.
Alberto
Cravero
NOTA. Questo articolo
è stato anche inserito sul sito Club nello spazio dedicato al service di Bukumbi,
a complemento dei documenti già esistenti.
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IL PROGETTO
MENTORE (un adulto per
amico per combattere l’abbandono scolastico) |
L’abbandono scolastico da parte di bambini e
preadolescenti che frequentano la scuola dell’obbligo si configura come un
fenomeno in crescita, specie nelle grandi città come Milano. Le ragioni
dell’abbandono confluiscono tutte in una scarsa autostima, le cui cause sono
scientificamente ben individuate. I soggetti che ne soffrono mostrano sempre
uno scarso profitto, che è l’indice di un rischio in atto per l’abbandono
scolastico. Quest’evento può inserire i giovani che ne sono coinvolti in una
spirale di comportamenti negativi ancora più rischiosi, in pratica l’alcool, la
droga, la delinquenza minorile. Nei casi migliori i giovani vanno ad ingrossare
la folta schiera degli italiani con basse scolarità (62% di quelli in età di
lavoro). Il bisogno territoriale da soddisfare è allora la prevenzione di
questi maggiori mali, operando in tempo su soggetti giovani ancora recuperabili
agli studi. Da ciò deriva la motivazione del progetto: combattere
l’abbandono scolastico.
L’obiettivo del Progetto è di applicare il “metodo del Mentore” ad un totale di 50 fanciulli in un numero di scuole variabile da 5 a 10. Il metodo si basa sull’abbinamento tra un volontario (Mentore) opportunamente addestrato con corsi di formazione, scelto tra cittadini ben inseriti nella società civile, che possa rappresentare un modello di riferimento affidabile ed un bambino o preadolescente (Telemaco) che, con un profitto scolastico molto basso, evidenzia l’esistenza di un “disagio evolutivo” che un po’ alla volta si traduce in una scarsa autostima.
Dopo qualche mese d’incontri tenuti nella
scuola, una o due volte la settimana, la relazione che si stabilisce si traduce
in un legame d’amicizia, percepita dal giovane come fuori dagli schemi
gerarchici, basata su stima e fiducia reciproche. L’adulto diventa un modello
di riferimento, un amico con il quale potersi confidare, con la certezza di
essere ascoltati da una persona che ha una sicura esperienza di vita.
Va da se che il mentore non si sostituisce ai
genitori, che anzi devono essere d’accordo e collaborare alla riuscita del
percorso. Non si sostituisce neppure agli insegnanti, perché non è un
doposcuola, ma fa aprire al dialogo anche con l’uso del gioco e di attività
ludiche fatte insieme. Nella scuola l’attività dei mentori è seguita da un Coordinatore
Scolastico, un insegnante assegnato al progetto dalla stessa scuola, con
compiti di coordinamento tra mentori e fanciulli oltre che di controllo del
buon andamento delle attività.
Anche il nostro club collabora al progetto, che del resto è stato adottato dai Rotary milanesi del Gruppo 1 di cui facciamo parte. Una notizia ammirevole: …… Sbarra, moglie del nostro tesoriere, superando i molti impegni di mamma e di partner dello studio professionale, si è iscritta al corso di formazione, fatto di due parti di 4 ore ciascuna. Complimenti e soprattutto grazie a ….., ma non c’è proprio nessuno che voglia farsi avanti? L’impegno richiesto ai volontari è per un solo anno scolastico.
Ricordate: il compito del Volontario
Mentore è diventare amico di un fanciullo, lo scopo del Volontario Mentore è
d’insegnargli l’Amore per la vita e per la conoscenza.
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CCR Centro Comune
di Ricerca (Commissione
Europea) |
Oltre che una stazione climatica sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, Ispra – già sede del primo reattore nucleare italiano, è ora sede di un centro di studi nucleari dell’Unione Europea, visitato il 16 ottobre dai Presidenti dei Rotary Club del nostro Distretto.
Diretto da D. Wilkinson e guidato da Celso Osimani, Presidente del RC Sesto Calende - Angera – Lago Maggiore, il CCR ha il compito di fornire, in base alle necessità dei propri clienti, un sostegno scientifico e tecnico alle politiche dell’UE. Come servizio della Commissione Europea, il CCR funge da centro di riferimento per le questioni di carattere scientifico e tecnologico in seno all’Unione. Vicino agli ambienti in cui vengono formulate le politiche, il CCR agisce nell’interesse comune degli Stati Membri, senza essere legato ad interessi commerciali o nazionali.
Molto interessanti anche per il profano i laboratori nella sfera dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile (misura delle emissioni sostenibili degli autoveicoli, installazione europea di prove solari) e della protezione e della sicurezza dei cittadini (verifiche strutturali).
Il CCR occupa 1600 dipendenti stabili, tutti di altissimo livello scientifico, per lo più residenti all’interno del complesso, più 500 tra stagisti e visitatori, in un ambiente ameno e poliglotta, anche di rotariani. E’ una visita raccomandabile.
(a cura di Alberto Cravero)
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Pensieri di un Rotariano |
SERVICE “DARE”
E SERVICE “FARE”
Viene
in loro soccorso, proprio in queste occasioni, il suggerimento di un illuminato
Governatore, che segnalò la possibilità di variare il tipo di service: alternando a quelli che
consistono in pura erogazione di denaro
(service “DARE”)
altri che richiedono unicamente l’attività dei soci dei Club: che possono (se veramente
dotati di spirito rotariano) mettere gratuitamente in gioco la loro capacità ed
esperienza professionale, allo scopo di realizzare obiettivi di natura sociale,
o rivolti a problemi del territorio, o altri obiettivi coerenti con lo statuto
e lo spirito del Rotary. Nascono così i service “FARE”.
Occorre osservare che, senza alcun dubbio, anche i service