ROTARY INTERNATIONAL

Distretto 2040

 

Rotary Club Milano Naviglio Grande San Carlo

 

 

Presidente: Alberto Cravero

 

Vice Presidente: Marino Ercolani

 Segretario: Claudio Galli

Tesoriere: Alberto Sbarra

 Prefetto: Rosario Lo Po

 

 

Bollettino n. 3 – Novembre 2004
Anno rotariano 2004/2005

 

LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE

 

Questa volta vi desidero parlare, anzi vi devo parlare di due temi scottanti.

 

Il primo riguarda l’equilibrio finanziario dell’attività del club.

 

Lo scorso anno abbiamo destinato ai “ service” 20 mila euro, pari al 21% delle uscite che complessivamente hanno superato di 7 mila euro le entrate. Una somma ed un rapporto che molti soci giudicano insoddisfacente, tanto che dopo le dimissioni della segretaria si è deciso, con evidente sacrificio a carico di alcuni soci, di rinunciare alla sua sostituzione, cancellando una spesa che incideva per almeno l’8% delle uscite complessive.

 

Nonostante l’onorevole rinegoziazione del contratto con Villa Mozart che “blocca” il costo delle conviviali, la situazione si è aggravata per varie ragioni, di cui espongo le principali:

 

·       il numero dei soci tende a diminuire, per dimissioni o cancellazioni già mature l’anno scorso delle quali si è preso atto quest’anno, che in pochi mesi hanno ridotto l’effettivo da 80 a 72 unità con realistica previsione di altre defezioni

·       per contro, è migliorato il numero dei soci che intervengono alle riunioni, cosa che beninteso conforta moltissimo l’attuale gruppo dirigente

·       sono venuti meno alcuni introiti straordinari (Palazzo del Ghiaccio, Creme, organizzazione di eventi, lotterie e similari) grazie ai quali la generosità di alcuni aveva arrotondato l’operatività del club.

·       la celebrazione del Centenario del Rotary ci chiama a sostenere qualche onere straordinario, correlato alla nostra disponibilità partecipativa, comunque non inferiore a 6-7 mila euro.

 

Dobbiamo poi prendere coscienza che ogni anno una percentuale compresa tra il 5 ed il 10% delle quote associative, rimane insoluta, in sostanza il credito deve essere cancellato, anche se il Club ha già sostenuto i contributi distrettuali e quelli al Rotary International.

 

Ma la quota associativa che applichiamo -1000 euro, ferma da tempo - è insufficiente in assoluto e comunque bassa rispetto agli standard degli altri club milanesi, che operano intorno a 1300 € (range compreso tra 1200 e 1400), così come ho riscontrato attraverso un’indagine svolta di persona. Rare eccezioni soltanto nella periferia della provincia lombarda, dove è più contenuto il costo della vita (conviviali intorno a 18-20 euro).

 

Ho valutato l’ipotesi, suggestiva ma poco realistica, di chiedere un contributo “una tantum”, ma mi è parsa una soluzione poco corretta, che lascerebbe irrisolto il problema sulle spalle del mio successore.

 

Seppure consapevole delle valutazioni non concordi su questo tema, vi propongo di ritoccare la quota associativa a 1200 euro, pari a 600€ al semestre a partire dal 1° luglio.  Un ritocco contenuto ma realistico, assicurandovi una gestione sobria e scrupolosa com’è nella vostre lodevoli e condivise aspirazioni.

Non mi piace ciò che vi sto proponendo e che porterò alle vostre decisioni nell’assemblea già indetta il 2 dicembre per le elezioni dei dirigenti del club, ma non vedo alternative se non una rilevante riduzione del numero o della qualità delle conviviali o, peggio, della contribuzione del club ai service rotariani.

 

Spero vivamente che il Club esprima una valutazione concorde, consapevole perché informata, della richiesta che ho esposto.

 

Passo ora al secondo punto, che riguarda l’organico del Club.

 

Poc’anzi vi ho parlato della contrazione del numero dei soci, che ridimensiona il Club entro confini forse più coerenti con la quantità dei soci che frequentano. L’esame compiuto sullo scorso anno indicava un’assiduità pari ad un misero 34%, agli ultimi posti della graduatoria distrettuale. 

 

Mi ero posto l’obiettivo di chiudere l’anno con 82 soci. Smania di crescere? Niente affatto.

 

Avevo letto, avevamo letto che il Presidente Internazionale Glenn Estess aveva indicato, tra le opportunità di servire nel celebrare il Rotary nei nostri club:

 

 

Nel recupero del senso e dell’orgoglio dell’essere rotariani, propongo e chiedo fortemente di presentare nuovi soci. Aumentare il numero dei soci permetterebbe di arricchire le idee ed i progetti di servizio che ne potrebbero derivare. Penso ad un serbatoio di nuove potenzialità, di dirigenti e di membri delle commissioni. Un effettivo rigoglioso recepirebbe meglio la mutevole composizione della nostra società. L’effettivo è del resto la nostra risorsa principale, rafforza e mantiene in salute il club preservandolo dall’invecchiamento.

 

Intendiamoci bene. Tralasciando in questa sede che conservare i soci attuali è la componente chiave della crescita dell’effettivo, diciamoci pure che, per poter crescere, dobbiamo individuare con cura i nuovi soci e poi informare, formare e motivare. Il mondo in cui viviamo è in continua, accelerata evoluzione e pertanto il Rotary deve mantenere il passo con i tempi. Crescere è importante per garantire il ricambio, per acquisire nuove idee, nuovi interessi, nuove energie. Giovani ma non soltanto giovani, anche donne, ovviamente. Crescere è importante per acquisire nuove professioni, per accrescere la capacità di servizio, per aumentare la partecipazione ai programmi della Rotary Foundation. E, soprattutto, il Club, attraverso i soci, deve crescere in qualità.

 

In conclusione. Diamoci una mano, presentate un nuovo socio, presto. Frugate nella vostra mente, scoprirete che conoscete già il candidato che siete pronti a proporre!

 

E’ un argomento sul quale tornerò sovente, determinato quanto basta per essere convincente.

 

Abbiamo diverse possibili candidature da coltivare, in varie misura già all’esame, proposte da Corte Rappis, Fantasia, Martone, Pedroni, Pellicano, Stefani e Cravero, a parte un trasferimento da Trieste. Credo che piacerebbe a tutti solennizzare la visita del Governatore, il 13 gennaio prossimo, con un nutrito ingresso nel Club. Posso chiedere uno sforzo congiunto dei proponenti e dei componenti della commissione, Pederielli, Crivelli e Stanca, di adoperarsi proficuamente?

 

Conto di incontrarvi numerosi ai prossimi appuntamenti e vi saluto con la consueta viva cordialità.

Alberto Cravero

 

 

SUONA LA CAMPANA DEL CENTENARIO

 

Come la torcia olimpica, le cinque campane commemorative fuse appositamente per il centenario rotariano stanno facendo il giro di tutti i Paesi del mondo in cui l’organizzazione è presente.

 

Il loro viaggio, iniziato nel giugno 2003 al Congresso Internazionale di Brisbane, vuole simbolizzare il carattere internazionale dell’organizzazione.

 

Una campana toccherà i primi cento club in ordine di costituzione, mentre le altre quattro visiteranno altrettante macroaree geografiche. – Asia e Pacifico, America Latina e Caraibi, Africa ed Europa – facendo tappa nei primi club fondati all’interno dei rispettivi paesi. A Milano, che compie ottant’anni, arriverà il 19 gennaio.

 

Il viaggio si concluderà a Chicago nel giugno 2005, quando il rintocco delle campane darà inizio ai lavori del Congresso centenario.

Alberto Cravero

 

 

LE NOSTRE CONVIVIALI

 

 

7 ottobre 2004

Interclub con

Inner Wheel San Carlo Naviglio Grande

Tema: Programmi per le nuove generazioni

Presenze: 23 soci, signore 6, ospiti, 4

 

Il mese di ottobre inizia con un interclub che ha visto la partecipazione, oltre che del nostro Club, dell’Inner Wheel San Carlo Naviglio Grande ed in cui si è parlato di giovani e Rotary. Sotto vari punti di vista e con l’intervento di Vittorio Amigoni, in qualità di Presidente della Commissione Distrettuale per le Nuove Generazioni e del nostro Carlo Alberto Corte Rappis, Delegato per il Gruppo 1 sempre per le Nuove Generazioni.

 

La serata è stata l’occasione per consegnare anche quest’anno una borsa di studio a Miriam Giuliano presente tra di noi e accompagnata dalla mamma. Sponsor di Miriam è stato il nostro Eugenio Briguglio il quale l’ha proposta in quanto particolarmente meritevole in termini di profitto scolastico: dopo il diploma di scuola media superiore ha intrapreso in modo brillante gli studi in lingue moderne, con particolare riferimento alla lingua russa, cercando di essere il più possibile autosufficiente per non gravare troppo sul bilancio della sua famiglia. Famiglia numerosa in quanto composta da cinque figli più uno adottato, fatto che chi scrive non può fare a meno di considerare davvero ammirevole.

 

L’intervento di Vittorio Amigoni è stato centrato sulla disamina dei programmi per i giovani. Da un lato ha ricordato come il Rotary dal 1947 ad oggi abbia erogato più di 18.000 borse per favorire gli scambi internazionali e che ogni anno cinque giovani, che vivono nel territorio distrettuale e che non siano figli di rotariani, trascorrono all’estero un periodo corrispondente ad un anno scolastico con una borsa di studio erogata dal Distretto. Dall’altro lato si è soffermato sui principi ispiratori che nella storia del Rotary hanno riguardato le azioni a favore delle giovani generazioni, alla base delle quali vi è la convinzione che “per vivere meglio i giovani devono vivere nel mondo ed essere in grado di vivere con chiunque, senza essere vittime di pregiudizi”.

 

Forse per rafforzare questo punto di vista e in parte con intenti entro certi limiti provocatori (in senso buono, intendiamoci), il nostro ospite ritiene poi che far vivere a Milano o in Brianza un ragazzo durante tutto il periodo degli studi, con particolare riferimento a quelli di scuola media superiore, “gli rovina la vita”. Certo è che un’esperienza prolungata all’estero durante questo periodo può rappresentare una grande opportunità per un giovane, ma mentre negli Stati Uniti si organizzano 6-7000 scambi all’anno, in Italia tale cifra si riduce purtroppo solo a 60. E quindi, si potrebbe dire con spirito costruttivo, c’è senz’altro spazio per nuove proposte che favoriscano questo tipo di iniziative.

 

Carlo Alberto Corte Rappis ha illustrato quali sono le diverse tipologie di programmi previsti a favore delle giovani generazioni, mettendone in luce le relative modalità ed in particolare il valore aggiunto che è dato dal fatto di essere ospitati da famiglie rotariane conosciute e fidate. Il vostro cronista, per non ripetere quanto già scritto in modo molto più esauriente da Carlo Alberto, ha pensato di inserire nel bollettino uno stralcio del resoconto da lui preparato e, peraltro, già inviato a tutti i soci a metà ottobre. Preme rimarcare l’iniziativa di fare un censimento tra soci del Club allo scopo di individuare i giovani (figli, ma non solo) potenzialmente interessati a partecipare ai programmi per le nuove generazioni: è questo anche un sollecito a rispondere al questionario, rivolto evidentemente a quei pochi che ancora non l’hanno fatto.

 

Come è tradizione, a conclusione degli interventi dei relatori ufficiali, c’è stato lo spazio riservato agli interventi dalla sala, numerosi e schietti come sempre. Per concludere, Amedeo Rosignoli ha ricordato che il 30.11.04 scadono i termini previsti dal bando per presentare domanda di assegnazione delle cinque borse di studio (ciascuna di importo pari a 25.000 $) offerte annualmente dal Distretto 2040 per laureandi e neo laureati, purché non figli di rotariani.

 

 

14 ottobre 2004

“Alfabetizzazione”

Presenze: 33 soci, signore 1, ospiti 4

 

Serata interessante, e prettamente di argomento rotariano, quella dedicata alla Alfabetizzazione, ed all’attività che la relativa Commissione Distrettuale svolge ormai da qualche anno.

 

Già il Presidente della Commissione, il PDG Cortinovis, aveva illustrato al nostro Club i principali aspetti di questo importante service, che il RI considera – giustamente – tra i più vicini agli obiettivi del Sodalizio, e tra quelli destinati a portare effetti duraturi nei Paesi dove l’attività viene svolta con forme concrete e diffuse.

 

Quest’anno, a parlarci di Alfabetizzazione, è venuto il Vice Presidente, Gianfausto Ferrauto, che unisce alle doti di rotariano esperto ed entusiasta una sua specifica qualità professionale, in quanto titolare di un’ azienda di comunicazione e di pubblicità.

 

La relazione di Ferrauto è stata ricca di stimoli, ed infatti – al termine della stessa – numerosi sono stati gli interventi e le domande dei nostri Soci. Le attività della Commissione evolvono e si completano anno dopo anno, ed oggi un’azione non secondaria è orientata alla formazione di tecnici ed artigiani, con l’aiuto dei “glossari” (vademecum illustrati, che in dieci lingue e la relativa traduzione in italiano danno modo agli stranieri di individuare oggetti, strumenti e terminologie del proprio lavoro), ma anche con l’intervento di scuole e di stages. Un ulteriore campo di azione è la funzione di “ponte” tra i centri EDA (Educazione Degli Adulti) e le organizzazioni di categoria, perché sia più facile la ricerca di un lavoro.

 

Alla serata era ospite anche una giovane laureata, Ilaria Pellizzari, che ha concluso da pochissime settimane il suo corso di studi con una tesi sull’insegnamento dell’italiano agli stranieri immigrati, riportando un brillante 110 e lode. Una copia del suo lavoro è stata da lei consegnata al Vice Presidente della Commissione.

 

 

 

21 ottobre 2004

Buffet

Presenze: 28 soci

 

Come da tendenza che sembra si stia consolidando sempre più, questa è stata una serata senza interventi da parte di relatori su tematiche specifiche, ma riservata ai soci. Devo dire che mi è sembrato di percepire un diffuso gradimento per questo genere di serata in cui, oltre alle comunicazioni “istituzionali” da parte del Presidente, c’è ampio spazio per fare quattro chiacchiere in libertà e per discutere di vari argomenti sulla base degli interessi che emergono in ogni tavolo. È forse azzardato proporre che di volta in volta qualcuno possa buttare giù due righe in merito a ciò di cui si è discusso al proprio tavolo (sempre ammesso che sia pubblicabile!), però lancio il sasso, nascondo la mano e vediamo se qualcuno raccoglie la provocazione.

 

Passando alla parte meno informale, vale a dire le comunicazioni del Presidente, c’è da ricordare in ordine rigorosamente cronologico i punti salienti:

·       è in via di perfezionamento la richiesta di trasferimento nel nostro Club del Dott. Daniele Cabiati dal R.C. Trieste;

·       vengono presentati due ospiti di Carlo Alberto Corte Rappis, i quali potranno essere ospitati in qualcuna delle prossime serate e che presto potrebbero essere candidati a far parte del Club;

·       Giuseppe Cammareri e Antonino Palmitano hanno dato le proprie dimissioni dal Club;

·       infine un cenno alla questione della quota annuale di iscrizione rispetto alla quale occorrerà decidere se integrarla con un versamento una tantum oppure se adeguarla in modo permanente.

 

 

 

25 ottobre 2004

Interclub

“Quanto di nuovo è stato fatto a Bukumbi”

Presenze: 28 soci, 9 signore, ospiti 2

 

La partecipazione è stata davvero molto numerosa, più di 100 presenze fra i soci dei tre club (R.C. Milano Sud-Ovest e R.C. Milano Nord-Ovest, oltre al nostro) e gli ospiti intervenuti.

 

In apertura Sergio Fantazzini, Presidente del R.C. Milano Sud-Ovest, legge una lettera inviata da Padre Franco Manenti in cui si esprimono i ringraziamenti per gli aiuti già ricevuti e per quelli programmati per il futuro, visto le risorse di cui l’opera intrapresa ha continuamente bisogno per svilupparsi.

Fulvio Falcone illustra, anche con l’aiuto di fotografie e filmati, ciò che finora è stato fatto a Bukumbi. Questa è una piccola località sulla sponda sud del lago Vittoria, in Tanzania, non tanto distante dal noto parco naturale di Serengheti. Già per raggiungerla, il viaggio si rivela decisamente poco agevole, come testimoniato dal relatore e una volta arrivati l’impressione è quella di poco più di un villaggio.

 

L’ospedale consta di alcuni piccoli padiglioni che a turno sono oggetto di interventi sulle strutture edili e sugli impianti, con dotazioni che rispetto agli standard locali, se così si può dire, sono decisamente migliori e assicurano condizioni di degenza dignitose. Qui si sono attrezzate camere per la degenza, una sala operatoria, sale parto, ambulatori ed è in previsione l’ammodernamento e l’attrezzatura di un laboratorio per l’esecuzione di analisi di vario tipo, tra cui anche quelle ematiche.

 

Oltre all’impegno per migliorare e rendere più efficienti le strutture, c’è stato anche quello mirato a convincere la popolazione locale a considerare l’ospedale come un punto di riferimento capace di risolvere, o semplicemente di alleviare, i tanti problemi di natura sanitaria che affliggono quella regione. In effetti c’è stato un riscontro positivo sia in termini di afflusso di pazienti che di risultati da un punto di vista medico, segno che tale iniziativa merita di essere sostenuta. Ed i programmi per il futuro non mancano: dall’invio di farmaci, grazie al contributo di aziende del settore, al progetto di potenziare le ridotte capacità di telecomunicazione, ad esempio per consentire la trasmissione via internet di documenti, analisi e referti per organizzare consulti a distanza.

 

Si intende finanziare le varie attività tramite un progetto di matching grant, attraverso la partecipazione dei tre Club con un contributo di 13.000 $ integrato da 2-3.000 $ da parte del Distretto 2040, 2-3.000 $ da parte del Rotary International e da circa 5.500 $ dalla Rotary Foundation (cifre orientative).

 

Per concludere, un grazie a Padre Franco e un invito a sostenere questa iniziativa anche con idee e con impegno personale, oltre che con aiuti materiali; ad esempio, come suggerito da Fulvio Falcone, in vista del prossimo Natale una piccola ma significativa iniziativa potrebbe consistere nella preparazione di doni per i bambini ricoverati a Bukumbi. Anche il poco può significare tanto in regioni dove un operaio guadagna in media 1 euro al giorno e il costo della degenza vale circa 2 euro al giorno.

 

 

 

Il nostro Carlo Alberto Corte Rappis, sempre molto attivo nella sua funzione di Delegato Giovani, ci ricorda le numerose iniziative rotariane in ambito giovanile.

 

 

ATTIVITA’ DEL ROTARY PER I GIOVANI

 

 

Le attività del Rotary nei confronti dei giovani si individuano principalmente in

 

§           Scambio giovani

§           Rotaract

§           Interact

§           Ryla

 

 

SCAMBIO GIOVANI

Lo scambio giovani comprende tre opportunità così sinteticamente riassunte

 

Ø   Scambio annuale

Consiste nella permanenza all’estero della durata di un intero anno scolastico (prevalentemente il penultimo anno delle scuole medie superiori) con frequenza scolastica obbligatoria e ospitalità presso famiglie

 

Ø   Scambio breve estivo

Consiste nel ricevere a casa propria per un periodo di tre/quattro settimane un ragazzo/a tra i 16 e i 19 anni e di inviare il proprio figlio nella casa dell’ospitato per un uguale periodo

 

Ø   Camp

Consiste in un soggiorno organizzato da uno o più Club di circa due settimane per una decina di ragazzi provenienti da diversi paesi aventi finalità specifiche varie (sport, musica, cultura), ma con la finalità principale di reciproca conoscenza e di scambio di esperienze e di apertura al mondo

 

ROTARACT

E’ un’organizzazione internazionale di Club di servizio per ragazzi/e di età tra i 18 e i 30 anni. I Roctaractiani nel mondo sono circa 149.000.  Il Club effettua riunioni formali che comprendono relazioni, attività culturali, dibattiti e progettano attività di servizio, attività sociali e seminari per lo sviluppo di capacità direttive e professionali

INTERACT

E’ un Club di servizio per ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Lo scopo del programma è di dare opportunità ai più giovani di iniziare progetti di servizio interessanti e significativi e a partecipare a gruppi di lavoro organizzato, al fine di sviluppare competenze di leadership e di integrità personale

 

RYLA – Rotary Youth Leadership Awards)

Ogni distretto organizza una volta all’anno un seminario o workshop rivolto a ragazze/i con forti potenzialità di crescita, laureati o laureandi. Il tema dell’incontro è un argomento di grande attualità e gli interventi mirano a garantire una effettiva esperienza formativa per i partecipanti, incoraggiare la leadership, promuovere una discussione tra giovani di diversa formazione scolastica

 

Invitiamo tutti i soci che avessero figli, nipoti e/o conoscessero giovani, non necessariamente legati in qualche modo al Rotary, interessati a partecipare alle attività sopra riportate, di contattare direttamente Carlo Alberto Corte Rappis per avere tutte le informazioni al riguardo.

 

 

 

TANZANIA

Per saperne di più sul Progetto Bukumbi

 

Stato dell’Africa Sud Orientale, per il 98% continentale (confina con Kenia, Uganda, Ruanda, Burundi, Congo, Zambia, Malawi e Mozambico) ed il resto (Zanzibar e Pemba), insulare.

 

Superficie: 945 mila kmq.

 

Popolazione: 34.4 milioni nel 2001 con elevatissimo tasso di crescita. Sono 120 gruppi i etnici nella componente africana (97%). Condizioni socio sanitarie molto carenti: mortalità infantile 97 per mille, speranza di vita 40 anni, analfabetismo 32%  collocano la Tanzania fra i paesi a più basso sviluppo.

 

Lingue ufficiali: swahili e inglese. Religioni: islam, cristianesimo, animista in parti quasi uguali.

 

Capitale: Dodoma. Città principali: Dar Es Salam (la città principale, 1747000 abitanti), Zanzibar e Tanga.

 

Caratteristiche fisiche: Monte principale Kilimangiaro (5895 m), fiume Ruvuma (1000 km), laghi Vittoria (35000 kmq la parte tanzaniana, 68100 in totale, terzo lago del mondo), Tanganica (14000 kmq, 33000 in totale). Isole: Zanzibar 1660 kmq e Pemba 984 kmq. Clima caldo e molto piovoso. Rilevante patrimonio faunistico e forestale.

 

Lo stato (federale) nasce nel 1964 dall’unione di Tanganika e Zanzibar. Governo inizialmente neutralista (Nyerere) caratterizzato da una forte politica di nazionalizzazioni e da una forma di socialismo nazionale, successivamente orientato verso concezioni liberistiche. Regime stabile.

 

PIL 280 $ procapite nel 2000, fra i 10 più bassi del mondo. Fabbisogno alimentare minimo garantito solo per l’82%. Solo il 4% del territorio è coltivato. Prodotto tipico i chiodi di garofano (80% della produzione mondiale). Grande patrimonio forestale. Turismo in crescita, scarsa l’industria. La moneta è lo scellino.

 

Medici del Mondo Onlus è un’associazione medico umanitaria , non governativa, senza scopo di lucro, a sua volta espressione di Medecins du Monde International, associazione fondata in Francia nel 1980. Quest’ultima coordina le sezioni nazionali di Argentina, Belgio, Canada, Cipro, Grecia, Francia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera.

 

Lo spazio dei progetti di Medici del Mondo Italia concerne:

 

Progetto Kampilya – intervento di sostegno sanitario nell’India Settentrionale, nello stato dell’Uttar Pradesh, nell’ambito del progetto multidisciplinare coordinato da Ca’ Foscari, Venetian Academy of Indian Studies, VAIS e CNR Padova.

 

Progetto Bukumbi – ospedale che sorge nel distretto di Mwanza, sul lago Vittoria. Assieme ad altri 5 di­spensari di proprietà della diocesi di Mwanza, la ge­stione amministrativa è affidata ad una figura, deno­minata medical in charge, che assomma le funzioni che in altri ospedali sarebbero affidate all’amministratore ed al direttore sanitario.

 

Il medical in charge è Franco Manenti, socio di Medici Mondo Italia dal suo nascere e per essa responsabile delle missioni in Africa, che opera nell’ospedale di Bukumbi dal maggio 2001. E’ un  francescano, medico specialista in malattie infettive, con lunga esperienza in chirurgia generale, ostetricia e ginecologia, maturata presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano, da più di 10 anni in Tanzania, negli ospedali attorno al lago Vittoria.

 

Alberto Cravero

 

NOTA. Questo articolo è stato anche inserito sul sito Club nello spazio dedicato al service di Bukumbi, a complemento dei documenti già esistenti.

 

 

 

IL PROGETTO MENTORE

(un adulto per amico per combattere l’abbandono scolastico)

 

L’abbandono scolastico da parte di bambini e preadolescenti che frequentano la scuola dell’obbligo si configura come un fenomeno in crescita, specie nelle grandi città come Milano. Le ragioni dell’abbandono confluiscono tutte in una scarsa autostima, le cui cause sono scientificamente ben individuate. I soggetti che ne soffrono mostrano sempre uno scarso profitto, che è l’indice di un rischio in atto per l’abbandono scolastico. Quest’evento può inserire i giovani che ne sono coinvolti in una spirale di comportamenti negativi ancora più rischiosi, in pratica l’alcool, la droga, la delinquenza minorile. Nei casi migliori i giovani vanno ad ingrossare la folta schiera degli italiani con basse scolarità (62% di quelli in età di lavoro). Il bisogno territoriale da soddisfare è allora la prevenzione di questi maggiori mali, operando in tempo su soggetti giovani ancora recuperabili agli studi. Da ciò deriva la motivazione del progetto: combattere l’abbandono scolastico.

 

L’obiettivo del Progetto è di applicare il “metodo del Mentore” ad un totale di 50 fanciulli in un numero di scuole variabile da 5 a 10. Il metodo si basa sull’abbinamento tra un volontario (Mentore) opportunamente addestrato con corsi di formazione, scelto tra cittadini ben inseriti nella società civile, che possa rappresentare un modello di riferimento affidabile ed un bambino o preadolescente (Telemaco) che, con un profitto scolastico molto basso, evidenzia l’esistenza di un “disagio evolutivo” che un po’ alla volta si traduce in una scarsa autostima.

 

Dopo qualche mese d’incontri tenuti nella scuola, una o due volte la settimana, la relazione che si stabilisce si traduce in un legame d’amicizia, percepita dal giovane come fuori dagli schemi gerarchici, basata su stima e fiducia reciproche. L’adulto diventa un modello di riferimento, un amico con il quale potersi confidare, con la certezza di essere ascoltati da una persona che ha una sicura esperienza di vita.

 

Va da se che il mentore non si sostituisce ai genitori, che anzi devono essere d’accordo e collaborare alla riuscita del percorso. Non si sostituisce neppure agli insegnanti, perché non è un doposcuola, ma fa aprire al dialogo anche con l’uso del gioco e di attività ludiche fatte insieme. Nella scuola l’attività dei mentori è seguita da un Coordinatore Scolastico, un insegnante assegnato al progetto dalla stessa scuola, con compiti di coordinamento tra mentori e fanciulli oltre che di controllo del buon andamento delle attività.

 

Anche il nostro club collabora al progetto, che del resto è stato adottato dai Rotary milanesi del Gruppo 1 di cui facciamo parte. Una notizia ammirevole: …… Sbarra, moglie del nostro tesoriere, superando i molti impegni di mamma e di partner dello studio professionale, si è iscritta al corso di formazione, fatto di due parti di 4 ore ciascuna. Complimenti e soprattutto grazie a ….., ma non c’è proprio nessuno che voglia farsi avanti? L’impegno richiesto ai volontari è per un solo anno scolastico.

 

Ricordate: il compito del Volontario Mentore è diventare amico di un fanciullo, lo scopo del Volontario Mentore è d’insegnargli l’Amore per la vita e per la conoscenza.

 

 

CCR Centro Comune di Ricerca

(Commissione Europea)

 

Oltre che una stazione climatica sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, Ispra – già sede del primo reattore nucleare italiano, è ora sede di un centro di studi nucleari dell’Unione Europea, visitato il 16 ottobre dai Presidenti dei Rotary Club del nostro Distretto.

 

Diretto da D. Wilkinson e guidato da Celso Osimani, Presidente del RC Sesto Calende - Angera – Lago Maggiore,  il CCR ha il compito di fornire, in base alle necessità dei propri clienti, un sostegno scientifico e tecnico alle politiche dell’UE. Come servizio della Commissione Europea, il CCR funge da centro di riferimento per le questioni di carattere scientifico e tecnologico in seno all’Unione. Vicino agli ambienti in cui vengono formulate le politiche, il CCR agisce nell’interesse comune degli Stati Membri, senza essere legato ad interessi commerciali o nazionali.

 

Molto interessanti anche per il profano i laboratori nella sfera dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile (misura delle emissioni sostenibili degli autoveicoli, installazione europea di prove solari) e della protezione e della sicurezza dei cittadini (verifiche strutturali).

 

Il CCR occupa 1600 dipendenti stabili, tutti di altissimo livello scientifico, per lo più residenti all’interno del complesso, più 500 tra stagisti e visitatori, in un ambiente ameno e poliglotta, anche di rotariani. E’ una visita raccomandabile.

(a cura di Alberto Cravero)

 

 

Pensieri di un Rotariano

 

SERVICE   “DARE”  E  SERVICE  “FARE”

Succede, a volte, che le finanze di qualche Club siano un po’ scarse, per le ragioni più diverse. In questi casi il Presidente ed il Consiglio si dibattono tra proposte e progetti per riuscire a realizzare comunque i service che – già previsti nella programmazione e nella tradizione del Club – incontrano in questi casi difficoltà finanziarie concrete.

 

Viene in loro soccorso, proprio in queste occasioni, il suggerimento di un illuminato Governatore, che segnalò la possibilità di variare il tipo di service: alternando a quelli che consistono in pura erogazione di denaro  (service “DARE”) altri che richiedono unicamente l’attività dei soci dei Club: che possono (se veramente dotati di spirito rotariano) mettere gratuitamente in gioco la loro capacità ed esperienza professionale, allo scopo di realizzare obiettivi di natura sociale, o rivolti a problemi del territorio, o altri obiettivi coerenti con lo statuto e lo spirito del Rotary. Nascono così i service “FARE”.

 

Occorre osservare che, senza alcun dubbio, anche i service