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ROTARY INTERNATIONAL Distretto
2040 |
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Rotary Club Milano Naviglio Grande San
Carlo |
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Presidente: Giancarlo Jared Crivelli |
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Vice
Presidente: Francesco
Stanca |
Segretario:
Claudio Galli |
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Tesoriere:
Carlo Alberto Corte
Rappis |
Prefetto:
Rosario Lo Po |
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Bollettino n. 7 – febbraio 2006 |
Anno rotariano 2005/2006 |
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LE NOSTRE CONVIVIALI |
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2
febbraio 2006 Relatore:
Ing. Andrea Schiatti “Progetto
Carceri” Presenze: 31 soci |
Andrea Schiatti è Presidente
della Commissione Distrettuale “Progetto Carceri”, nata nel 2003 e attiva
attualmente con 22 rotariani (tra membri e simpatizzanti) di vari Club milanesi
e lombardi.
Nella quotidianità della
vita, nella vita delle famiglie, si parla poco o niente delle prigioni e dei
relativi abitanti, i carcerati. È questo invece un tema che andrebbe conosciuto
e approfondito, ed è stata molto utile la relazione che l’amico Schiatti ci ha
tenuto in questa conviviale.
Gli obiettivi del Progetto
sono molti e difficili, anche a causa delle severe e complesse regole di sicurezza che sono legate alle
carceri. Il principale compito è quello del lavoro, che è – per i carcerati –
la medicina che può evitare la ricaduta nel crimine dopo la fine della pena. E
quindi, sul piano sociale, di eccezionale importanza.
Il lavoro può essere svolto
all’interno delle carceri, oppure all’esterno; è molto elevato il numero delle attività che i carcerati possono
svolgere (da calzetteria e calzoleria a data-entry e call center, e ancora falegnameria,
legatoria, lavorazione marmo, metalmeccanica, e molte altre ancora). Per i
committenti, il lavoro dei carcerati è assai più conveniente di quello che
propone il mercato: manca
purtroppo l’informazione su questa alternativa, e la funzione della Commissione
di Schiatti è anche quella di ampliare questa informazione.
Altro compito dei rotariani
impegnati in questa azione sociale riguarda l’istruzione, la formazione: sia scolastica che professionale. A questo fine viene
impiegata anche la tecnica della formazione a distanza, a mezzo di computer
(e-learning).
Qualche cifra: i carcerati in Italia sono circa 61.000, e di questi
solo il 25 % lavora. Se pensiamo anche che il costo complessivo (vitto, agenti
di custodia, immobili, servizi,….) è di circa € 130 al giorno per detenuto, si
arriva ad una spesa, per lo Stato, di quasi 3 miliardi di euro all’anno.
La prevenzione del crimine deve quindi essere perseguita con tenacia e
capacità, partendo dalla scuola (a tutti i livelli) e curando i problemi
sociali (lavoro, immigrazione, formazione,…) con intelligente determinazione, in forme indipendenti
da qualsiasi orientamento politico.
Chiudiamo queste note con il
messaggio che Schiatti ci ha lasciato:
«Con
“Progetto Carceri” il Rotary può (ed osiamo dire “deve”) fare molto in ambito
penitenziario. Nello spirito del servire e mettendo a frutto le professionalità dei Soci »
(Carlo Marselli)
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9 febbraio 2006 Interclub con
InnerWheel Milano San Carlo Naviglio Grande Relatore Dott.
Paolo Pagliughi “Carlo Borromeo
e le sue sorelle” Presenze: 33 soci, 23 signore e ospiti |
Mons. Buzzi Ordinario della Biblioteca
Ambrosiana e Direttore dell’Accademia di S. Carlo, introduce il relatore della
serata che, tra l’altro, per una parte della sua vita è stato sacerdote in una
parrocchia di Milano (40 anni fa fu il primo a fare servire Messa alle bambine
e dopo la pubblicazione del libro “Il Vangelo secondo Cristo” nel 1972 entrò in
contrasto con il Card. Colombo).
La personalità del Dott. Pagliughi, che dimostra
quanto meno un’indole curiosa e poco conformista, lo ha portato ad approfondire
lo studio di un protagonista famoso ed allo stesso tempo controverso della
storia milanese del suo tempo, S. Carlo Borromeo, da un punto di vista meno
noto ovvero quello che risulta attraverso i suoi rapporti con le sorelle
(oggetto appunto del suo recente libro).
Carlo Borromeo, secondogenito quindi privo del diritto
ad ereditare il Ducato di Arona, fu obbligato a intraprendere la carriera
ecclesiastica, peraltro avendo uno zio Papa. A 21 anni divenne Cardinale ed a
23 fu nominato Arcivescovo di Milano e Segretario di Stato. Ebbe nove tra
fratelli e sorelle, peraltro con un padre che si sposò per ben tre volte. Già
da giovane e per tutta la sua vita si dimostrò molto energico, rigoroso,
esigente e onesto.
Poiché sarebbe stato troppo lungo tracciare un
quadro completo della sua vita e dei suoi rapporti con la famiglia, le sorelle
in particolare, il Dott. Pagliughi si sofferma su Anna – la sua preferita – che
fece sposare all’età di 14 anni con Fabrizio Colonna, membro della nota e potente
famiglia romana. Anna si può dire che fece di tutto per assecondare il
fratello. Dopo aver avuto due figli (un maschio ed una femmina, prematuramente
morta a 17 giorni dalla nascita), rimase vedova e si ritirò per lunghi anni
nello stato di vedovanza leggendo sacri testi e tutto quanto di altro le
consigliava Carlo, cercando consolazione attraverso continui colloqui con
confessori e predicatori.
Il nostro relatore ha un giudizio piuttosto
contrastato e articolato su San Carlo Borromeo. Da un lato ne apprezza la
coerenza e la disponibilità a perdere tutto per la (sua) giustizia e la sua
coerenza spirituale, dall’altro ne sottolinea la mancanza di indulgenza e
misericordia verso i peccatori ed i suoi nemici, dei quali auspicava la morte.
Il suo ferreo impegno di accrescere il numero di fedeli per rendere onore a Dio
lo portava a non nutrire alcun tipo di rispetto per le altre religioni e per
tutti coloro che la pensavano diversamente da lui.
Citando l’attuale Papa Benedetto XVI (“Non
riesco a credere in un Dio che ha bisogno di essere supplicato per fare il suo
dovere di Padre”) il Dott. Pagliughi conclude che se Carlo avesse creduto in
questo Dio probabilmente non avrebbe fatto soffrire tante persone.
(ac)
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16 febbraio 2006 Relatore: Dott.
Massimiliano Dragoni “L’esercito
professionale italiano e nuove forme di servizio: La riserva selezionata” Presenze: 30 soci |
Prima del “buffet” si è svolta la riunione del Consiglio direttivo che, tra le altre cose, propone ai soci di indicare l’amico Maurizio Pellicano come candidato alla carica di Governatore del Distretto 2040 per l’anno rotariano 2008-09: la candidatura viene confermata per acclamazione, acclamazione che significa anche il ringraziamento per l’impegno che Maurizio sta dedicando al Distretto in qualità di Assistente del Governatore.
Il tema della serata viene illustrato da
Massimiliano Dragoni che recentemente è entrato a far parte della cosiddetta
“Riserva selezionata” dell’Esercito Italiano, dopo una selezione su base
concorsuale.
La Riserva selezionata viene impiegata
nell’ambito della cooperazione civile-militare al seguito di contingenti
nazionali impegnati nelle ‘Peace Support Operations’. Essa è composta da uomini
e donne in possesso di particolari competenze professionali e titoli di studio
(Giurisprudenza, Scienze Politiche Internazionali e diplomatiche, Economia e
Commercio, Ingegneria, Telecomunicazioni/IT, Architettura, Scienze Geologiche,
Medicina e Chirurgia, Biologia, Scienze Agrarie, Sociologia, Psicologia,
Scienze della Comunicazione, Lingue e Letterature Straniere) difficilmente o
non abbastanza presenti nell’effettivo dell’Esercito.
L’impegno comporta una ferma massima di 6 mesi
per anno solare; attualmente la Riserva selezionata conta in totale circa 400
effettivi. Ovviamente dopo l’ammissione segue un periodo di addestramento prima
dell’impiego sui teatri operativi. A questo progetto, tra l’altro, ha dato un
contributo il nostro socio Francesco Fantasia in relazione all’impiego degli ufficiali
in congedo.
Da un punto di vista storico, il nostro relatore
ricorda anche che già Guglielmo Marconi potè entrare nelle Forze Armate (in
Marina, con il grado di Maggiore) grazie ad un Regio Decreto del 1932 che pose
una delle basi della successiva normativa sulle forze di completamento.
Chi fosse interessato a maggiori approfondimenti
sull’argomento può fare riferimento alle schede che sono state pubblicate sul
sito del Club.
(ac)
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23 febbraio 2006 Interclub con R.C.
Milano Villoresi Relatore: Prof.
sen. Giampiero Cantoni “Il
sistema paese e la competitività nell’era della globalizzazione” Presenze: 31 soci, 17 signore e ospiti |
Si sa, in periodo pre-elettorale cresce in modo particolare la sensibilità verso la par condicio cosicché qualsiasi evento può diventare, a torto o a ragione, occasione di polemica. A maggior ragione l’intervento di un politico, ovvero qualcuno che è schierato per definizione. Della presenza e dell’intervento del Sen. Cantoni, quindi, si potrebbero dare le interpretazioni più diverse possibili, rigorosamente faziose si intende. Oppure, trovando qualche analogia con quanto affermato da un illustre relatore con cui nel novembre scorso abbiamo potuto dialogare nel corso di un affollato Interclub, il pericolo non è tanto quello di schierarsi o di ascoltare qualcuno che è schierato, quanto piuttosto quello non essere indulgenti a senso unico e di mantenere sempre vigile il proprio senso critico. Il riferimento è ovviamente al Dott. Paolo Mieli e quindi, come anche i fatti di cronaca hanno successivamente dimostrato, si può dire che l’intervento del Sen. Cantoni ha in certo qual senso ristabilito un equilibrio. Ecco dunque la sintesi della serata.
Senatore di Forza Italia dal 2001, vanta il 96%
di presenze alle assemblee del Senato ed ha partecipato a 14.822 votazioni
(maggiori informazioni sulla sua carriera professionale sono consultabili sulla
scheda disponibile sul sito del Club). La premessa del suo intervento è che a
partire dall’11 settembre 2001 è cambiata la modalità di visione del futuro,
con il rischio effettivo di assistere ad un progressivo inasprimento di un
latente e pericoloso scontro di civiltà e di religioni.
Passando quindi al tema della competitività,
osserva che questa si incardina sul sistema Paese di ogni nazione. Per quanto
concerne l’Italia sostiene che:
·
le
privatizzazioni fatte fino al 2001 sono state in effetti delle false
privatizzazioni in quanto hanno semplicemente rappresentato il passaggio (“la
svendita”) di alcuni monopoli dallo Stato a soggetti privati;
·
si
è verificato il contestuale intervento di operatori stranieri che hanno fatto
la spesa in vari ed importanti settori, come ad esempio in quelli farmaceutico,
bancario ed energetico, spesso in assenza di condizioni di reciprocità (come
nel caso delle OPA bancarie);
·
il
sistema bancario italiano è fragile, peraltro in un sistema economico che il
relatore non esita a definire “bancocentrico” e turbato da vicende giudiziarie
in cui l’azione della magistratura non sempre appare libera ed imparziale;
·
le
aziende italiane sono troppo piccole (la più grande, l’Eni, è al 56° posto
nella classifica di Fortune; la Fiat non la considera perché avrebbe dovuto
fallire già da tempo e sopravvive grazie ai “220.000 miliardi di vecchie lire
che in pochi anni le sono stati erogati come sovvenzioni a vario titolo”).
·
Uno dei problemi maggiori è quello
dell’incapacità dell’Italia a fare sistema e questa è senza dubbio una
questione di natura culturale. Altri problemi che svantaggiano l’Italia sono
quelli dell’economia sommersa (per un valore stimato pari al 26% del totale)
che non contribuisce al gettito fiscale e del basso tasso di natalità.
La ricetta per il rafforzamento della
competitività, a parere del relatore, passa necessariamente dalla riforma del
lavoro, dalla liberalizzazione delle professioni, dal riconoscimento che il
vero capitale è la conoscenza. Occorre quindi “coltivare i cervelli” intervenendo
con azioni a favore dei giovani e facendo riforme che evitino il rischio,
purtroppo latente, dello scontro generazionale, come ad esempio quello potenziale
in materia pensionistica a seguito del passaggio dal sistema a ripartizione a
quello contributivo.
L’euro, che al momento rappresenta l’unico vero
collante in Europa, è stato un fatto positivo (“la salvezza”) per l’Italia in
quanto ha imposto un maggiore controllo del debito pubblico, ha favorito tassi
più bassi ed ha richiesto una politica monetaria più rigorosa. Il rovescio
della medaglia è consistito in un cambio con la lira che ha fortemente
svantaggiato l’Italia nei rapporti commerciali con l’estero.
L’intervento si conclude con un accenno al
problema cinese. In Cina ci sono 400 milioni di giovani contadini che hanno la
necessità di lavorare, a qualsiasi condizione, determinando una grande capacità
produttiva (“schiacciati dal tacco del comunismo”, praticamente schiavi si
potrebbe aggiungere). È però da notare che il 56% del capitale delle aziende
cinesi è di proprietà americana grazie ad una politica lungimirante iniziata ai
tempi di Nixon e di Kissinger; inoltre la valuta cinese, essendo rimasta agganciata
al dollaro, ne ha subito la stessa svalutazione (il 50% in pochi anni) rendendo
ancora più competitiva quella economia.
Insomma, in realtà c’è un grande bisogno di
riforme e di forti discontinuità con il passato a vari livelli, ma si stima che
occorrerebbe una crescita del PIL pari ad almeno il 3% per poterle finanziare.
Una bella responsabilità per chi dovrà governare l’Italia nei prossimi anni.
La serata si conclude con numerosi interventi
dalla sala (Berra sulla ricerca e l’università, Fino a proposito della cultura
della conservazione e di governo, Briguglio su concorrenza, mercato e politica
fiscale, Rosignoli sulle dimensioni delle aziende e sulla legge elettorale,
Caraceni sull’aumento dei posti di lavoro in Italia, Monarca sul problema del
Sud e sul sistema previdenziale).
Infine il Presidente Crivelli dà lettura di una
lettera di ringraziamento al Club da parte di Maurizio Pellicano per averlo
proposto come Governatore del Distretto 2040 per l’anno rotariano 2008/09.
(ac)
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27 febbraio 2006 Interclub con R.C.
Milano Sud-Ovest Relatore: Padre Dr.
Franco Manenti “Il
service a favore dell’ospedale di Bukumbi” Presenze: 26 soci, 7 signore e ospiti |
Il service a favore dell’ospedale di Bukumbi rappresenta ormai un’iniziativa consolidata nei programmi del Club. La perseveranza e l’efficacia del supporto dato insieme agli amici del R. C. Milano Sud Ovest e del R. C. Milano Nord Ovest a quello straordinario uomo che è Padre Franco hanno avuto un importante riconoscimento nell’assegnazione del Premio alla Professionalità assegnato dal Distretto 2040.
Padre Franco, in Italia per il ritiro
dell’onorificenza avvenuto il 24 febbraio a Varese presso l’Università
dell’Insubria, è stato quindi nuovamente ospite dei Club che lo sostengono. Presenza
di assoluto rilievo è stata anche quella del Past President del Rotary International
Dott. Carlo Ravizza, che ha presenziato all’assegnazione a Padre Franco della
Paul Harris Fellowship da parte del Club ed alla consegna di quanto raccolto a
favore dell’ospedale di Bukumbi nel corso della prenatalizia.
Il Dott. Ravizza ha colto l’occasione per
informare, essendo di ritorno dagli Stati Uniti, delle prospettive di sviluppo
del Rotary nel mondo. Attualmente sono in corso dei contatti con la Cina per
poter dar luogo alla costituzione dei primi Club e con Cuba per potere
riaprirli dopo la chiusura imposta dalla loro rivoluzione, mentre qualche
preoccupazione proviene dalla Russia in merito al filtro che la burocrazia
statale impone agli interventi delle ONG, soprattutto per quanto riguarda la
gestione dei finanziamenti.
Ma ritorniamo all’ospite principale della
serata, come al solito introdotto dal Prof. Falcone. Attualmente è terminato
l’allestimento dei laboratori di analisi e l’ospedale dispone con una certa
continuità dell’acqua corrente; questo consente di migliorare le prestazioni
sanitarie a disposizione della popolazione.

Si pensi che nel 2004 e nel 2005 sono stati
eseguiti circa 610 interventi chirurgici all’anno e che nei primi due mesi del
2006 sono già arrivati a 125 (anche grazie all’installazione dell’autoclave);
inoltre è stato eseguito il primo trapianto di cornea. Per il futuro immediato,
i programmi prevedono il rafforzamento del reparto di radiologia, anche se
qualche elemento di preoccupazione deriva dalle difficoltà di pagamento dello
stipendio agli infermieri poiché il Governo della Tanzania ha aumentato
dell’80% la retribuzione di questa categoria.
L’ospedale di Bukumbi è diventato ormai un riferimento
ben noto ed utilizzato nella sua regione, ma spesso i pazienti giungono anche
da più lontano. È quindi necessario rafforzare l’offerta in termini di
prestazioni sanitarie e pertanto Padre Franco ha rivolto un caloroso invito ai
medici che ne avessero la possibilità a recarsi lì, magari anche solo per un mese,
per offrire la loro opera. A tal proposito ci sono state le testimonianze di
tre medici che già da qualche anno assicurano il loro contributo professionale
all’iniziativa, vivendo un’esperienza che gli fa vivere il modo con cui si sono
immaginati la figura del medico quando hanno iniziato i loro studi
universitari.
Su questo tema il Dott. Ravizza ricorda che è
attivo il programma Doctor Bank per cui c’è la possibilità di inviare per 6
settimane un medico insieme al proprio coniuge a spese della Rotary Foundation:
questa potrebbe essere un’ottima opportunità per incrementare il sostegno
all’iniziativa. Per quanto riguarda infine il futuro e la continuazione della
sua opera, Padre Franco avrebbe già individuato il suo successore, ovvero un
prete tedesco che al momento sta studiando per laurearsi in medicina.
Nel ringraziarci per il supporto che gli viene
costantemente assicurato, Padre Franco ci ringrazia e dice di sentirsi vicino a
noi. Sentimento che gli viene ricambiato con l’auspicio di poter dare ancora a
lungo un contributo concreto, in tutti i sensi.
(ac)
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Novità
sul sito |
Il
segretario e manutentore del sito del club, segnala che alla pagina “Il Club”
sotto la voce “I Service – Bukumbi” sono state inserite due gallerie fotografiche
dell’ospedale di Bukumbi, prima e dopo la ristrutturazione. Se ne consiglia la
visione a tutti i soci.
(cg)
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I
nostri soci |
Gli auguri
di buon compleanno
per il mese di marzo vanno a:
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Bernabei
A. |
2/3 |
Rachtian
P. |
16/3 |
|
Ferrari E. |
1/2 |
Stefani E. |
5/3 |
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Pistone E. |
29/3 |
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