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ROTARY INTERNATIONAL Distretto
2040 |
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Rotary Club Milano Naviglio Grande San
Carlo |
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Presidente: Giancarlo Jared Crivelli |
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Vice
Presidente: Francesco
Stanca |
Segretario:
Claudio Galli |
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Tesoriere:
Carlo Alberto Corte
Rappis |
Prefetto:
Rosario Lo Po |
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Bollettino n. 11 – giugno 2006 |
Anno rotariano 2005/2006 |
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LE NOSTRE CONVIVIALI |
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8
giugno 2006 Buffet Assemblea dei soci Presenze:
18 soci |
All’ordine del giorno,
se così si può dire, c’è l’illustrazione delle prospettive per il futuro alla
luce della Assemblea Distrettuale recentemente tenutasi a Castellanza. Prima,
però, abbiamo potuto dare un caloroso bentornato fra noi a Romano Tagliati ed acquisire
il gagliardetto del R.C. Assago Milano Fiori portato da Bruno Berra.
Il Presidente Crivelli,
dopo la lettura della lettera del Governatore Carlo Mazzi che sollecita la
partecipazione al Congresso Distrettuale del 23 e 24 giugno, passa quindi la
parola al Presidente Incoming, Marino Ercolani, che illustra le linee guida
scelte dal Presidente R. I. Incoming (William “Bill” Boyd) e che prevedibilmente
ispireranno l’anno rotariano 2006-07:
-
gestione
delle acque,
-
alfabetizzazione,
-
salute
e fame,
-
famiglia
del Rotary.
-
Temi che, fra gli altri,
sono stati oggetto di approfondimento nel corso dell’Assemblea Distrettuale. In
particolare, il pensiero e il programma del Governatore Incoming (Osvaldo
Campari) si è articolato in vari punti: avere continuità con il passato ma
anche
definire nuovi piani
direttivi dei Club, con obiettivi di più ampio respiro ed anche in una logica
di collaborazione nell’ambito di ogni Gruppo, comunicare che cos’è e cosa fa il
Rotary, partecipare ai progetti ed ai programmi distrettuali, avere attenzione
verso le nuove generazioni attraverso il sostegno alle attività dei Rotaract e
degli Interact, tenere conto dei bisogni degli anziani, sostenere la Rotary
Foundation, curare la formazione rotariana e sostenere le attività a favore
della salvaguardia delle risorse idriche e dell’incremento della loro
disponibilità verso le popolazioni più colpite dalla loro carenza (ogni anno 11
milioni di bambini muoiono per cause legate all’insufficienza di acqua).
Sempre nel corso
dell’Assemblea Distrettuale si sono succeduti molti altri interventi, da quello
di Carlo Ravizza sul fenomeno della disaffezione dei soci verso il Rotary a
quello di Cesare Cardani che ha presentato il gruppo di studio di giovani
professionisti giapponesi in visita in Italia (a proposito, uno questi –un
giornalista – è stato ospitato per circa una settimana dal nostro Eugenio Briguglio)
ed a quello di Alessandra Faraone Lanza che ha chiesto di agire con sentimento
e spontaneità, ma anche con razionalità ed organizzazione, modulando la definizione
degli obiettivi in funzione delle risorse effettivamente disponibili.
Un altro tema trattato è
stato quello dei Volontari del Rotary: qui abbiamo il nostro Giovanni Sangalli
che molto si sta adoperando al sostegno di questa iniziativa. Iniziativa che
oggi conta 55 aderenti la cui formazione prevede la frequenza di un corso
specifico organizzato in collaborazione con la regione Lombardia e la
Protezione Civile. Sangalli è anche coinvolto nell’organizzazione dello scambio
dei gruppi studio e segnala che è in corso la ricerca di candidati italiani
(non rotariani o parenti di rotariani, con 4-5 anni di esperienza professionale
e disponibili per un soggiorno all’estero di circa un mese).
Fra le varie attività
distrettuali in corso si segnala anche il contributo di Giuseppe Castellini
nell’organizzazione del Premio alla Professionalità, la cui prossima edizione
si svolgerà a Milano.
Anche in tema di
gemellaggi il nostro Club ha dato un “contributo” al Distretto: Giancarlo
Crivelli coglie l’occasione per informare che lo schema secondo cui è stato
formalizzato il nostro gemellaggio con il R.C. Warszawa Wilanów sarà preso come
riferimento per gli eventuali futuri gemellaggi degli altri Club del Distretto
2040.
Seguono infine altri
interventi da parte di Passarini in merito all’azione di ringiovanimento del
Club, di Colletti che desidera un maggiore coinvolgimento nelle attività in cui
è necessario offrire un impegno personale e di Menotti Colucci sulle attività
umanitarie che sta sostenendo in Africa e nel Kosovo.
(ac)
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15 giugno 2006 Relatori: Dott.
Alfredo e Angelo Castiglioni Presenze: 30 soci, 29 signore e ospiti |
Aveva potuto assicurare la sua presenza solo uno
dei due fratelli Castiglioni, Alfredo, ma all’ultimo minuto è riuscito ad
aggregarsi anche Angelo. Questo ha reso ancora più vivace una serata che già lo
era nelle premesse, data la nota verve dei relatori. Relatori che già sono
stati ospiti del Club lo scorso ottobre in hanno raccontato la scoperta
dell’antica città di Berenice Pancrisia.
I “due Castiglioni” sono affascinati dalle aree
desertiche nello svolgimento delle loro attività di ricerca archeologica (“il
deserto è un vuoto archeologico” che cercano di portare alla luce con una
palettina), tanto che ogni anno vi organizzano una campagna di ricerca.
Questa sera l’interesse è centrato su un’area
dell’Etiopia meridionale in cui vive la popolazione dei Borana che, per il
proprio sostentamento (30.000 famiglie e centinaia di migliaia di animali da
allevamento), nei secoli ha messo a punto un originale quanto efficace sistema
di sfruttamento dei pozzi d’acqua.
Con l’ausilio di numerose fotografie scattate
all’epoca della ricerca – circa 30 anni fa – Alfredo e Angelo Castiglioni
spiegano come sono organizzate le attività di presa dell’acqua dai pozzi per
l’abbeveraggio degli animali. Occorre tenere presente che tutte le operazioni avvengono
senza l’ausilio di mezzi meccanici, prelevando l’acqua anche da 15 – 20 metri
di profondità in pozzi che non hanno un andamento verticale bensì piuttosto
contorto.
Questo andamento, secondo la tradizione, è
dovuto al fatto che coloro che scavarono i pozzi seguirono l’andamento delle
radici dei sicomori che in pratica indicavano la via da seguire per raggiungere
l’acqua. In realtà è molto probabile che tale singolare andamento fosse
motivato dal fatto che, essendo i pozzi stati scavati per la maggior parte nel
1600 dalla popolazione dei Bardai e solo successivamente conquistati dai Borana,
quando si incontrava una roccia di granito non c’erano i mezzi tecnici per
forarla e quindi la si aggirava.
Dunque, prima del sorgere del sole il padre del
pozzo (“Abe Ella”), ovvero l’anziano che gestisce il pozzo, sale su un rilievo
vicino al pozzo ed osserva le mandrie di animali che si stanno avvicinando al
pozzo o che sono in attesa. Nel frattempo, una catena umana prende posizione
lungo il pozzo e fino al bacino in cui avviene l’abbeveraggio vero proprio;
uomini e donne, spesso in posizioni precarie (soprattutto coloro che si trovano
all’interno del pozzo, a distanze in verticale ci circa 1,8 – 2 metri l’uno
dall’altro), sono muniti di contenitori fatti di pelle di bufalo e giraffa,
materiale rigido, antiscivolo e non soggetto ad ammuffire. Tali contenitori
hanno capacità variabili da 3 a 8 litri (5,5 litri in media) e rappresentano
oggetti estremamente preziosi.
Il padre del pozzo organizza, con gestualità rituale
e l’ausilio di un bastone, le varie mandrie condotte dai rispettivi
proprietari, suddividendo gli animali per tipologia. Infatti, non tutti gli
animali sono autorizzati ad abbeverarsi tutti i giorni: questo è possibile solo
per i vitelli e i cavalli, mentre capre e pecore lo fanno ogni 3 giorni, i buoi
ogni 4, gli asini ogni 5 e i dromedari ogni 7-8.
Quando il padre del pozzo intona un canto la
catena umana inizia il prelievo dell’acqua dal pozzo passandosi in un verso i
contenitori pieni e nell’altro quelli vuoti, con un sincronismo che deve
necessariamente essere perfetto, pena l’interruzione del flusso e, in alcuni
casi, la caduta di parte degli uomini che sono all’interno del pozzo con
conseguenze spesso gravi. La cadenza con cui vengono passati i contenitori varia
in funzione del ritmo del canto: si passa da una velocità di un contenitore
ogni tre secondi (corrispondente ad una portata di circa 100-120 l/min) ad una
velocità limite di un contenitore al secondo (300-360 l/min). In questo modo si
riescono ad abbeverare anche 1.000 animali all’ora.

I turni di lavoro sono di 3 ore, con la
possibilità di sostituzione in corsa nel caso di errori o infortuni. È anche
presente una squadra di manutenzione per le eventuali riparazioni delle sponde
dei bacini e per la pulizia dell’area dagli escrementi degli animali (per ovvie
ragioni igieniche di salvaguardia della qualità dell’acqua del pozzo).
Questa attività rappresenta il supporto
necessario all’allevamento degli animali, animali che rappresentano la vera
ricchezza di questa popolazione e sono simbolo di benessere. Ad esempio, un
matrimonio non si intende perfezionato fino a che lo sposo non abbia consegnato
al suocero gli animali pattuiti.
Ma perché viene adottato questo sistema di
utilizzo della risorsa idrica? Una ragione, secondo quanto accertato dai
relatori, consiste nel rifiuto di far uso della tecnologia per non correre il
rischio che i giovani, sgravati da questa attività, possano essere tentati di
allontanarsi dalle tradizioni e dal loro territorio. Ma questa, tenendo conto
di tutte le possibili implicazioni, è questione troppo complessa da affrontare
in questa sede.
La seconda parte dell’intervento dei fratelli
Castiglioni è dedicata alla descrizione di altre ricerche svolte sempre in terra
d’Africa. Attraverso dei filmati, grazie ai quali si sono potute intuire anche
le difficoltà pratiche di queste campagne di ricerca e le normali attività di
routine legate alla logistica ed alla manutenzione dei mezzi di supporto, sono
state illustrate alcune ricerche nell’area della Nubia.
In particolare i nostri archeologi sono stati
gli autori di due importanti scoperte: la già ricordata città di Berenice
Pancrisia ed il percorso che le truppe egiziane della XVIII dinastia, sotto
Tutmosi I e II, hanno seguito proprio per la conquista della Nubia. Non navigando
lungo il corso del Nilo come si credeva, bensì tagliando lungo un itinerario di
600 km attraverso aree desertiche; tale scoperta, risalente a 5-6 anni fa, è
stata possibile grazie al ritrovamento di alcuni geroglifici all’interno di
grotte lungo il percorso seguito dai soldati egiziani.
La serata si conclude inevitabilmente a tarda
ora, ma è stata estremamente piacevole e ricca di spunti. In fin dei conti, per
dirla con le parole degli illustri relatori, “la scoperta archeologica consente
di penetrare nel mistero del passato”. E questo affascina.
(ac)
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22 giugno 2006 Relatore:
Ing. Claudio Galli “Visita guidata
al sito internet del Club” Presenze: 23 soci |
Prendendo come spunto l’abbastanza recente ristrutturazione del sito del Club, di cui è il realizzatore e il manutentore, il segretario Claudio Galli si è offerto di condurre i presenti in una visita guidata tra i meandri delle pagine elettroniche.
Innanzi tutto si è cercato di uniformare l’aspetto
del sito con cui si presentano le pagine principali, in modo da non costringere
la vista a fare salti mortali passando da una pagina all’altra. Il fondo delle
pagine è ora di un colore grigio chiaro, che dà un certo tono di eleganza senza
sminuire la leggibilità dei testi.
Si è introdotto l’uso dei menù a tendina, o a
discesa, che permettono di inserire in ogni pagina un notevole numero di
documenti e/o collegamenti ad altre pagine, senza appesantire le pagine stesse.
Questo perché compare di volta in volta solo ciò che è direttamente legato al
menù prescelto.

Pagina
esemplificativa del sito del Club
Dieci, per ora, le gallerie fotografiche che
permettono ai soci di ricordare piacevoli momenti passati assieme, sia durante
le classiche conviviali, sia durante riunioni estemporanee, come quelle tenute
nel Pavese (Agrisoccorso) e nel Monferrato (ospiti di Cravero).
L’area riservata ai soci, il cui ingresso è
protetto da una password, consente di accedere a numerose informazioni che si
ritiene debbano essere tenute riservate, come i dati personali (indirizzi,
numeri di telefono, ecc), le tabelle delle presenze alle riunioni, resoconti di
assemblee e di riunioni del Consiglio.
Purtroppo le informazioni inserite, e da inserire, sul sito aumentano a vista d’occhio ed è necessario un continuo lavoro di aggiornamento, che non sempre può essere effettuato in tempo reale. Comunque i t