ROTARY INTERNATIONAL

Distretto 2040

 

ACD Systems Digital Imaging

Rotary Club Milano Naviglio Grande San Carlo

 

 

Presidente: Giancarlo Jared Crivelli

 

Vice Presidente: Francesco Stanca

Segretario: Claudio Galli

Tesoriere: Carlo Alberto Corte Rappis

Prefetto: Rosario Lo Po

 

 

Bollettino n. 8 – marzo 2006
Anno rotariano 2005/2006

 

 LE NOSTRE CONVIVIALI

 

 

9 marzo 2006

Interclub con RC Milano Duomo

 

Relatore: Prof. Valerio Onida

“Devolution”

 

Presenze: 28 soci, 12 signore e ospiti

 

Il Prof. Onida, già Presidente della Corte Costituzionale, è Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università Statale di Milano.

 

La riforma della Costituzione è argomento di grande attualità e la serata è stata l’occasione per conoscere qualche dettaglio in più di una riforma che saremo chiamati a confermare o meno con un referendum confermativo nei prossimi mesi (presumibilmente il prossimo 25 giugno), in cui non è previsto il raggiungimento di un quorum.

 

Il relatore osserva che gli organi di informazione fino a questo momento non hanno divulgato in modo adeguato i contenuti della riforma, riforma che riguarda la seconda parte della Costituzione e si articola in quattro capitoli: i poteri delle Regioni, la struttura ed i compiti del Parlamento e degli organi di governo, i rapporti tra organi supremi e gli organi supremi di garanzia. Si tratta senza dubbio di una riforma con una serie di cambiamenti molto significativi, ma per ragioni di tempo il Prof. Onida ha potuto illustrare in modo sintetico solo i primi due temi.

 

Per quanto riguarda le Regioni, già sul finire degli anni ’90 sono stati decentrati molti poteri (soprattutto in campo amministrativo) e nel 2001 il Parlamento ha approvato, peraltro con un limitato margine di consenso, la riforma del Titolo V. La novità è stata la definizione delle materie di potestà esclusiva dello Stato e quelle in cui vi è una potestà concorrente con le Regioni; per il resto la competenza va esclusivamente alle Regioni.

 

L’aspetto negativo di quella riforma, o meglio della sua gestione operativa, è stata la mancanza di un attento seguito con tutte le necessarie leggi attuative. Nella nuova proposta si danno alle Regioni una serie di competenze esclusive, principalmente nel campo dell’assistenza sanitaria, dell’organizzazione scolastica e della polizia amministrativa. Non sono contenute, invece, norme in tema di autonomia fiscale.

 

In merito a struttura e compiti del Parlamento ed agli organi di governo si prevede la specializzazione delle due Camere su materie specifiche, con l’istituzione di un organo paritetico per la risoluzione di eventuali conflitti le cui decisioni sono insindacabili.

 

L’aspetto più significativo riguarda i poteri del Premier. Attualmente il nostro è un sistema parlamentare, a differenza dei sistemi presidenziali dove esiste una netta separazione fra il potere esecutivo e quello legislativo.

 

Con la riforma, il Premier non è più espressione parlamentare, ma è scelto direttamente dagli elettori e può condizionare il Parlamento avendo il potere di scioglierlo. Questo in seguito ad un dibattito nato già negli anni ’80 in cui si iniziò a parlare di debolezza dell’esecutivo e di eccessiva tendenza al consociativismo.

 

A parere del relatore, però, forse oggi non esistono più quei presupposti in quanto con la possibilità, ad esempio, di ricorrere alle Leggi Delega e all’iter facilitato per l’approvazione della legge finanziaria (con una votazione si approvano decine di commi), oltre che con una regressione del fenomeno consociativo, il potere esecutivo appare molto più forte che in passato.

 

Segue quindi un ampio dibattito con domande e osservazioni attenenti il contenzioso fra Regioni e Stato, il confronto con altri sistemi (ad esempio nel Regno Unito il Premier può sciogliere le Camere), la preoccupazione che sia stato “tradito” lo spirito e i principi dei fondatori della Repubblica e della Costituzione e la perplessità circa la logica del referendum confermativo. Insomma, una serie di temi molto interessanti che, si spera, potranno essere approfonditi meglio in vista dell’importante consultazione a cui saranno presto chiamati i cittadini italiani.

(ac)

 

 

 

16 marzo 2006

 

Relatore: Padre Maurizio Annoni

“L’Opera San Francesco”

 

Presenze: 31 soci, 6 signore

 

 

Recentemente il Club ha dimostrato particolare attenzione verso l’Opera San Francesco, sia con la conoscenza diretta di ciò che tale organizzazione fa, sia attraverso l’erogazione di contributi. Sotto questo aspetto la serata è stata l’occasione per donare 2.000 euro nell’ambito dei service programmati dal Presidente e dal Consiglio in carica.

 

L’Opera San Francesco ha la sua sede presso il Convento dei Frati Minori Cappuccini in Viale Piave a Milano. L’OSF fu fondata nel 1959 su iniziativa di un industriale, il Dott. Grignani, che volle migliorare la condizione (costruendo una struttura coperta) di quei 100 -150 “barboni” che abitualmente si presentavano per ritirare il pasto che quotidianamente Fra’ Cecilio ed i suoi confratelli offrivano loro fin dal 1910.

 

Attualmente l’OSF è governata appunto da Padre Annoni ed eroga i seguenti servizi (in attuazione dello slogan “Una mano all’uomo tutti i giorni”):

 

·       la minestra dei frati (oltre 700.000 pasti nel 2005),

·       l’ambulatorio medico in via Nino Bixio (oltre 33.000 prestazioni, anche specialistiche, nel 2005),

·       la distribuzione di farmaci,

·       l’offerta di docce e guardaroba,

·       il centro di raccolta di indumenti,

·       il segretariato sociale.

 

Coloro che oggi si rivolgono al centro sono per il 94% immigrati e solo per il 6% italiani; circa un quarto sono donne. Offrono la loro opera circa 450 volontari che vengono formati e fatti crescere per migliorare il servizio (di questi 116 sono medici). Le attitudini richieste sono le capacità professionali e la propensione a rapportarsi con un tipo particolare di “clienti”, oltre che la disponibilità di un po’ di tempo personale.

 

L’approccio che si sta tentando di perseguire è quello di capire chi sono coloro che si rivolgono all’OSF piuttosto che di chiedere che cosa vogliono. Nell’azione di assistenza viene ricercato anche il coinvolgimento delle aziende e la trasparenza della comunicazione (hanno un responsabile delle relazioni esterne più altri quattro operatori a tempo pieno); oltre che fondi per la sponsorizzazione delle varie iniziative vengono raccolte anche offerte in natura (ad esempio shampoo monodose, ecc.).

 

L’OSF ha istituito una collaborazione con l’ospedale Sacco per un programma di ricerca sulla diffusione della tubercolosi su oltre 1.500 persone e collabora con la Regione Lombardia ed altri enti, anche di ricerca. Ogni anno vengono raccolte donazioni per circa 250.000 euro, a fronte peraltro di un costo complessivo di 2.800.000 euro.

 

Come è consuetudine seguono numerose domande riguardo i rapporti con le istituzioni locali ed il territorio, del rischio di “gigantismo dell’organizzazione”, di responsabilità sociale e degli aspetti organizzativi (mensa, orari per il volontariato).

 

Da ultimo una comunicazione di servizio del Presidente Crivelli in merito alle dimissioni presentate dal socio Paolo Borra.

(ac)

 

 

23 marzo 2006

Relatore: Prof.ssa Alda Caruso

 

“Come guardare l’arte contemporanea”

Presenze: 35 soci, 12 signore e ospiti

 

Diciamocelo francamente, quando si parla di arte moderna e contemporanea le posizioni e i giudizi non sono mai moderati: ci sono gli entusiasti (ovviamente con riferimento ai vari movimenti e correnti artistiche) e i detrattori più convinti, al più ci può essere indifferenza. È più o meno quello che è successo nel corso della serata a seguito dell’appassionata esposizione della relatrice che ha cercato di stimolare, a volte in modo quasi provocatorio, i numerosi partecipanti alla conviviale.

 

Il problema di capire l’arte contemporanea rispetto a quella classica (“storica”) è la mancanza di un vocabolario adeguato; quello dell’arte classica era stato codificato a partire da Fidia e Prassitele, rendendo così oggettivo il concetto di bellezza e facendo in modo che si sapesse che cosa aspettarsi da un’opera d’arte. A cui si aggiunge, a partire da Aristotele, il concetto di arte come purificazione della persona e possibilità di trascendere la realtà quotidiana alla ricerca della sublimazione in un mondo ideale. Ed è proprio questo il punto che viene messo in discussione dall’arte contemporanea, come effetto e conseguenza delle scoperte scientifiche che tra fine ‘800 e inizio del ‘900 hanno modificato la visione del rapporto tempo/spazio (oltre alla nascita di correnti filosofiche quali la fenomenologia e la filosofia del linguaggio).

 

Nell’arte si passa, quindi, dal riferimento dato dai canoni fissi di Aristotele e Prassitele a canoni che non esistono più; quindi l’occupazione dello spazio da parte delle opere della pittura e della scultura, e soprattutto delle cosiddette installazioni, in modo relativo e problematico. Gli artisti non si interessano più di dare un’immagine di un mondo o del mondo ideale, bensì di cogliere la realtà concreta secondo il proprio punto di vista e la loro sensibilità, cioè in modo del tutto soggettivo. Citando Baudelaire: “C’è un’estetica del brutto inteso come il disgusto del quotidiano, ma il quotidiano è l’unica realtà di cui si fa esperienza”.

 

Nascono così le varie avanguardie e neoavanguardie del ‘900, classificate secondo quelle che tentano di rappresentare in vario modo la realtà (espressionismo, cubismo, surrealismo, futurismo) e quelle che cercano di andare oltre il reale (astrattismo e concettualismo). In sostanza, la relatrice ritiene che il criterio per guardare l’arte contemporanea è proprio quello del relativismo e del mettersi in rapporto con l’artista stesso. Insomma, l’arte del ‘900 induce a guardare, pensare e dare dei giudizi e trarre una serie di conclusioni personali. Guardare come primo passo per poi vedere (cioè essere consapevoli delle proprie emozioni) e, soprattutto, capire.

 

La presentazione è stata arricchita con la proiezione di numerose diapositive che hanno dato un supporto iconografico alle parole della Prof.ssa Caruso. Le domande, insieme a qualche perplessità che la relatrice si è prestata a discutere in modo dialettico, hanno poi concluso una serata che ha certo offerto numerosi stimoli.

(ac)

 

 

30 marzo 2006

 

Relatore: Ing. Italo Ferrante

 

“Programma Virgilio: un aiuto ai giovani imprenditori

 

Presenze: 22 soci, 1 ospite

 

L’iniziativa ha ormai lo status di programma, poiché la sua fase progettuale è stata superata essendosi consolidata nel tempo ed avendo raggiunto una capacità di sostentamento autonomo. Tale programma, peraltro, non ha tanto bisogno di risorse economiche quanto piuttosto di contributi in termini di disponibilità personale, di tempo da dedicare all’attività di “consulente” dei giovani i cui progetti imprenditoriali sono supportati nell’ambito di questo programma.

 

D’altra parte il Rotary stesso, fin dalle sue origini, si è ispirato alle professioni (“che cosa si può fare e dare”) e ai giovani (“che cosa possiamo fare per loro che sono oggettivamente i più deboli”). Il programma Virgilio vuole ispirarsi appunto a questi orientamenti fin dalla sua istituzione nel 1996, grazie all’iniziativa del R.C. Milano Ovest e del R.C. Milano Est; all’inizio degli anni 2000 si è poi costituito in Associazione.

 

Ad oggi sono operative 24 convenzioni con varie Camere di Commercio (Milano, Varese, ecc.) e istituzioni universitarie (Politecnico di Milano, LIUC di Castellanza, ecc.). Dal 1998 sono stati seguiti complessivamente 331 casi, ovvero circa 40-50 all’anno, quantità che rappresenta un po’ il limite operativo dell’attuale organizzazione. L’obiettivo per il futuro è quello di esportare il programma al di fuori del Distretto 2040 (sebbene attualmente la quasi totalità delle iniziative sia incardinata sulla città di Milano) e di reclutare nuovi tutor.

 

Infine, qualche indicazione operativa: per statuto l’attività di tutoring dovrebbe avere una durata non superiore ai nove mesi, laddove i casi di insuccesso durano in media solo due settimane e quelli di particolare successo sono stati seguiti anche per 15-20 mesi; la maggior parte delle iniziative riguarda il settore dell’Information Technology. Occorre anche ricordare che il nostro Alberto Cravero collabora già da qualche tempo al programma.

 

Seguono le domande da parte di Crivelli, T. Caraceni, Ercolani, Cravero e Fino.

(ac)

 

Assemblea Distrettuale

L’assemblea distrettuale in preparazione dell’anno rotariano 2006-2007 si terrà il 27/5/2006 presso l’Università LIUC – Corso Matteotti, 22 – Castellanza (VA). Mentre è benvenuta la partecipazione del più elevato numero di soci possibile, è obbligatoria la presenza del Presidente in carica e di quello entrante, oltre a tutti i membri del consiglio 2006-2007.

Il programma dettagliato è consultabile sul sito del club alla pagina “Eventi” - “Attuali/In programma”

 

 

I nostri soci

 

Gli auguri di buon compleanno per il mese di aprile vanno a:

 

Marino A.

9/4

Varsallona A.

18/4

Cattaneo G.V.

11/4

Marselli C.

26/4

Cravero A.

18/4