ROTARY INTERNATIONAL

Distretto 2040

 

ACD Systems Digital Imaging

Rotary Club Milano Naviglio Grande San Carlo

 

 

Presidente: Giancarlo Jared Crivelli

 

Vice Presidente: Francesco Stanca

Segretario: Claudio Galli

Tesoriere: Carlo Alberto Corte Rappis

Prefetto: Rosario Lo Po

 

 

Bollettino n. 3 – ottobre 2005
Anno rotariano 2005/2006

 

 LE NOSTRE CONVIVIALI

 

Iniziamo la cronaca delle nostre conviviali con l’ultima di settembre che, per motivi vari, non avevamo potuto inserire nel precedente bollettino.

 

 

 

29 settembre 2005

 

“Banca d'Italia, argomento del giorno.

La storia, le funzioni, quanto vale”

 

Relatore: Dott. Alberto Cravero

 

Presenze: 34 soci, 1 signora

 

 

L’argomento trattato dal nostro Past President Alberto Cravero non poteva essere di maggiore attualità, considerato che nel pomeriggio si è appreso che il Consiglio Superiore dell’Istituto di via Nazionale aveva deciso, all’unanimità, che “non ravvisava la ricorrenza di motivi che richiedessero la sua convocazione in seduta straordinaria”. Decisione non da poco, visto che sulla base delle regole vigenti è l’unico organismo competente per “revocare” il Governatore. Non è tutto: nella stessa serata si diffondeva la notizia che sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio nelle autorizzazioni alla scalata su Banca Antonveneta.

 

Forte dell’esperienza di mezzo secolo di attività bancaria e delle posizioni ricoperte, il relatore ha

 

ricordato che un ex Presidente del Fondo Monetario Internazionale ebbe a dire che in tutti i paesi le Banche Centrali lottano per conquistare la propria indipendenza dai Governi, in Italia il Governo lotta per conquistare la propria indipendenza dalla banca centrale.

 

Cravero ha peraltro ricordato che sin dalla sua fondazione Banca d’Italia è stata costruita per esercitare un potere forte ed autonomo. Così la volle Giovanni Giolitti, quando nel 1893 - concluso il tormentato processo di unificazione degli stati italiani sotto la dinastia Savoia - dovette affrontare lo spinoso problema della creazione di una banca centrale competente sull’intero territorio nazionale, dopo le grosse crisi conseguenti alla speculazione edilizia ed il tracollo degli istituti di emissione. Si voleva garantire a tutti i costi l’autonomia da ogni pressione del potere politico ed in effetti il sistema ha funzionato abbastanza bene fino ai giorni nostri.

 

Dalla fine della guerra in poi la Banca d’Italia ha avuto soltanto sei Governatori (Einaudi, Menichella, Carli, Baffi, Ciampi e Fazio), ma tutti di grande rilievo, sovente saliti alle più importanti cariche dello Stato, senza scordare Lamberto Dini ecc.

 

Fino al rapporto 2004, il rapporto del Fondo Monetario Internazionale era considerato un vero e proprio fiore all’occhiello per Via Nazionale. Poi la fiducia si è spezzata. Si sono sollevate critiche sul ruolo svolto in occasione dei crack Cirio e Parmalat ed in materia autorizzativa si è eccepito che le autorizzazioni non sono state ispirate a concetti di collegialità e di trasparenza, essendo le regole – sono parole di Siniscalco – fortemente ispirate a concetti di discrezionalità, di termini congrui, di autorizzazioni appropriate ecc.

Certamente la nostra banca centrale è un organismo fortemente monocratico. Basti considerare che il capitale di 156 mila euro è diviso in 300 mila quote che possono essere possedute soltanto da banche appartenenti alla sfera pubblica, trasferibili soltanto previo Consenso del Consiglio Superiore, con particolari limitazioni di voto (che si limita all’approvazione del bilancio ed alla nomina dei Sindaci) tanto che, per semplificare, i primi tre “partecipanti - Intesa, San Paolo IMI e UniCredit - possiedono il 55% del capitale, ma hanno soltanto il 21% dei diritti di voto.

 

È all’esame del Parlamento un progetto di riforma, contenuto nell’emendamento governativo al disegno di legge sulla tutela del risparmio, che prevede per la carica di Governatore un mandato a termine della durata di sette anni senza possibilità di rinnovo, una maggiore collegialità, il mantenimento delle funzioni di Vigilanza sul sistema bancario ed il passaggio allo Stato entro sei mesi della maggioranza del capitale.

 

Quest’ultimo punto susciterà un fiume di discussioni, visto che la Banca d’Italia ha un valore di libro (vale a dire capitale più riserve) di 13,9 miliardi di euro più 9 miliardi di riserve di rivalutazione, contro la ben più modesta cifra di 800 milioni indicata dal Tesoro nell’emendamento sul risparmio. Naturalmente le banche azioniste strillano….

 

Insomma, una storia ancora tutta da definire, anche perché la Banca Centrale Europea non ha alcun potere per revocare il Governatore della Banca d’Italia o di qualunque altra banca centrale di un Paese europeo.

 

L’opinione conclusiva della BCE potrebbe essere così riassunta: “Troppa discrezionalità per Fazio – rispettate le leggi italiane, non le linee UE”.

 

Se si fosse lasciato fare interamente al mercato, il sistema italiano sarebbe stato facilmente comperato da banche estere. Ipotesi accettabile? Il presidio del territorio è importante oppure no? Come si comportano gli altri paesi UE? La nostra classe politica non ha elaborato alcun piano né ha chiesto di farlo. Di fatto è stata delegata a Banca d’Italia ogni decisione in materia di fusioni, aggregazione, scalate ecc. Perché tanta meraviglia, oggi, che Bankitalia abbia esercitato una delega conferitale in piena autonomia?

Alla conclusione di un intervento quanto mai ricco di particolari e di spunti di discussione, Alberto Cravero è stato chiamato a rispondere a numerose domande.

 

La questione, un vero e proprio caso nazionale e internazionale (vista l’attenzione che gli è stata dedicata da importanti organi di stampa esteri, oltre che da qualche istituzione europea), è ancora dibattuta anche se ultimamente i riflettori si stanno spegnendo. Questione risolta o semplicemente c’è bisogno di altri casi mediatici?

(ac, ac)

 

 

 

6 ottobre 2005

“La scoperta archeologica di Berenice Pancrisia nel deserto nubiano sudanese”

Relatori: Dott. Alfredo e Angelo Castiglioni

Presenze: 32 soci, 12 signore, 21 ospiti

 

 

L’intervento dei fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, i due archeologi lombardi famosi per la scoperta di Berenice Pancrisia, “città dell’oro” sita nella Nubia ha reso questa serata particolarmente interessante. I fratelli Castiglioni ci hanno raccontato la storia di questa scoperta che, pur essendo un’impresa scientifica di tutto rispetto, ha sicuramente evocato nell’uditorio un idea di esplorazione avventurosa che si sarebbe potuta credere impossibile in un mondo spesso ormai dominato dalla tecnica.

 

Alfredo e Angelo Castiglioni, nati a Milano il 19.03.1937 si sono laureati all'Università Cattolica in Economia e Commercio. Dopo la laurea realizzano la loro passione per la scienza e diventano stimati etnologi. Successivamente, come molti loro colleghi, abbandonano l’etnologia in quanto il loro oggetto di studio, ossia le culture tradizionali, tende a scomparire a fronte del “progresso”. Il loro campo d’azione diviene quindi l’archeologia nubiana. A questo punto il racconto dei fratelli Castiglione si trasforma da mera autobiografia in un qualcosa, che pur del tutto veritiero, rimanda, almeno per la fantasia di questo cronista, ad Harrison Ford in “Indiana Jones” o Stewart Granger nelle “Miniere del Re Salomone”.

 

La scoperta di Berenice Pancrisia è stata resa possibile grazie alla raccolta, durata numerosi anni, di indizi provenienti dalle fonti più disparate. La prima di queste fonti è la “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio che cita Berenice Pancrisia come la città “tutta d’oro” dei faraoni. Tale storia viene anche evocata da antichissime leggende arabe che riferiscono di una città mitica protetta da un djinn, “genio” della tradizione araba. Il persiano “Libro delle perle nascoste” racconta di una certa Zarzura, città perduta nel deserto occidentale libico. Una mappa araba del IX secolo riporta nella stessa zona la posizione di una miniera Hadib a Dab. Anche un esploratore francese, Danuille, riferisce nel 1768 di questa storia.

 

 

 

I fratelli Castiglioni, stimolati dalla questa messe di tracce, rinvengono da un rigattiere in un bazaar un antico oggetto laminato in oro che conferma la presenza di miniere nella zona. A questo punto nel 1989 iniziano ad esplorare il deserto nubiano e rinvengono ben presto 110 miniere d’oro abbandonate, molte risalenti almeno all’età classica.

 

Insistendo nell’esplorazione, con un pizzico di fortuna nel 1999 finalmente trovano l’agognata città. Questa città, nel mezzo del deserto libico, raggiunse nel periodo di massimo splendore la ragguardevole popolazione di 10.000 abitanti. Tale popolazione iniziò a declinare per poi scomparire del tutto quando, attorno al XII secolo, il processo di estrazione dell’oro, unica ragion d’essere di Berenice Pancrisia, divenne eccessivamente costoso. I fratelli Castiglioni hanno anche descritto, con particolari impressionanti, il durissimo lavoro dei minatori antichi la cui unica speranza, a detta dello storico classico Diodoro Siculo, era “morire il più presto possibile”.

 

 

Il ritrovamento di Berenice Pancrisia ha catapultato i fratelli Castiglioni nel gotha dell’archeologia mondiale. L'Accademico di Francia, Prof. Jea Vercoutter, ha annoverato tale impresa “tra le grandi scoperte dell'archeologia”. Per questa ricerca sono stati assegnati ai fratelli Castiglioni:

 

·       il premio De Clerq dell’Accademia di Francia

·       la medaglia d’oro, per alti meriti culturali, dal Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga

·       l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano

·       la Paul Harry Fellowship della Fondazione Rotary International

 

Il Comune di Varese, in riconoscimento delle ricerche effettuate dai fratelli Castiglioni, ha aperto al pubblico due sale di un Museo Etnografico nel parco comunale di Villa Toeplitz che raccoglie parte dei reperti raccolti in tanti anni di ricerche sul campo.

La serata è poi terminata, dopo una lunghissima serie di domande, con fragorosi scrosci di applausi.

(fb)

 

 

13 ottobre 2005

Buffet

“Autopresentazione del socio

Giuseppe de Vecchi”

Presenze: 28 soci

 

La serata è dedicata alla presentazione di un socio recentemente entrato nel Club, Giuseppe de Vecchi.

 

Prima però c’è il tempo per qualche comunicazione del Presidente Giancarlo Crivelli, dal programma del mese di ottobre ad alcune anticipazioni per quello di novembre, in particolare la serata del 17 in cui ci sarà la visita del Governatore. Il Presidente comunica anche che Giovanni Sangalli è stato ospite del R.C. di Appiano Gentile, da cui ha ricevuto in dono il gagliardetto, e che abbiamo ricevuto l’invito a partecipare alla cena “A spasso con gli Angeli” organizzata per la sera del 27 ottobre dal R.C. Milano Europa e R.C. Milano Leonardo da Vinci a favore dell’associazione City Angels.

 

E passiamo quindi al neosocio Giuseppe de Vecchi. 34 anni, nato e vissuto sempre a Milano, città in cui ha frequentato la Facoltà di Odontoiatria e Protesi Dentaria all’Università degli Studi. Successivamente alla laurea ha frequentato corsi di specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica e in Protesi Dentaria. Pratica sport come lo sci durante l’inverno e la vela durante l’estate. Per quanto riguarda gli hobby ama collezionare fumetti, coltelli etnici e orologi; da ultimo (“ma di certo non per importanza”) è felicemente fidanzato, anche se non è stato del tutto chiaro se si stava ancora riferendo agli hobby...

 

Il fatto che de Vecchi svolga la professione di odontoiatra ha suscitato l’interesse dei presenti, con varie domande inerenti la sua professione che davano spunto a un vivace dibattito. Per esempio venivano poste domande tipo: “quali sono gli strumenti da utilizzare per una corretta igiene orale e come vanno usati?” “Perché nonostante le visite di controllo periodiche non si riesce ad evitare del tutto le patologie del cavo orale?” “Esiste il vaccino anticarie?” ed altre similari, alle quali il nostro rispondeva in modo eloquente. Dopo quasi tre quarti d’ora, l’intervento dell’amico de Vecchi terminava, ma visto che si era fin lì parlato di argomenti in campo sanitario e di vaccini, Giulio Torti ne approfittava dare qualche indicazione utile sulle vaccinazioni anti-influenzali e sull’attuale problema dell’influenza aviaria.

 

In chiusura di serata il Presidente ricorda a tutti i soci l’importanza della presentazione di nuovi soci meritevoli di fare parte del Rotary che permettono al nostro Club di crescere e rimanere attivo. In particolare ricorda le modalità con cui presentare, valutare ed eventualmente accettare le nuove candidature. Il Presidente fa presente, inoltre, che nel Club non sono presenti rappresentanti di alcune professioni, quali ad esempio giornalisti ed editori.

(ac, ss)

 

 

20 ottobre 2005

 

“Progetto Nuovi Cittadini”

 

Relatori:

Ing. Michele Cimino, Dott. Alberto Cravero

Presenze: 28 soci, 1 ospite

 

 

L’Ing. Cimino illustra i contenuti del Progetto Nuovi Cittadini, progetto che segue nell’ambito del Distretto. Si tratta di un’iniziativa finalizzata ad aiutare i partecipanti extracomunitari dei corsi di formazione professionale organizzati dal SIAM 1838 (Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri) ed a migliorare la conoscenza delle Istituzioni Italiane, grazie alla partecipazione ad un corso di educazione civica organizzato dal Rotary, per favorire un loro più efficace inserimento nella società.

 

Ben 16 Club del Distretto, tra cui il nostro, hanno messo a disposizione 25 borse di studio di importo pari a 600 euro, oltre alla disponibilità di 15.000 euro quale fondo del Governatore; tali borse di studio sono erogate a coloro che, in regola con il permesso di soggiorno frequentano con profitto un corso di formazione SIAM 1838, ad esempio quelli che riguardano la manutenzione di impianti elettrici, di condizionamento, ecc.. Inoltre sono anche tenute attività di supporto come quelle che riguardano la preparazione di un curriculum.

 

I partecipanti provengono da numerosi Paesi, quali il Marocco, il Perù, l’Equador, l’Egitto, l’Iraq, la Romania o la Russia; per quest’anno l’obiettivo è quello di selezionare una quarantina di giovani da supportare. In questa logica di crescita e per dare un supporto al progetto l’Ing. Cimino si sta occupando della ricerca di nuovi docenti (ad esempio nell’ambito di un’attività di volontariato da parte di amici rotariani) e di allievi meritevoli. L’idea finale, comunque, rimane quella di trasferire l’iniziativa a qualche istituzione/ente dopo averne dimostrato la fattibilità e l’utilità sociale.

 

Ma chi è il SIAM 1838? L’Ing. Paolo Corsi, Direttore didattico dell’organizzazione ed ospite della serata, ce ne fa un breve ritratto. Il SIAM fu fondato il 7 agosto 1838 da un gruppo di borghesi illuminati i quali si resero conto che a Milano c’erano poche iniziative industriali, fatto che non permetteva di annoverare la città tra quelle più avanzate dell’epoca. Per questo motivo diedero vita ad una cassa a favore dell’innovazione ovvero per incoraggiare lo sviluppo di arti e mestieri anche attraverso l’erogazione di premi (medaglie d’oro e d’argento). A tal proposito il relatore legge qualche esempio di motivazioni di alcuni premi assegnati leggendo tra i verbali del 1843.

 

Poiché l’innovazione deriva anche dallo studio e dalla formazione, nascono attività in tal senso. Piace ricordare che il Politecnico di Milano nacque nell’ambito di questa iniziativa per opera di. Colombo e di. Brioschi. Oggi SIAM 1838 è un ente morale senza fini di lucro con una partecipazione pari al 50% della Camera di Commercio e per il 50% di altri soci.

 

La finalità è quella della formazione professionale nei settori dell’informatica, dell’impiantistica, della chimica, ecc. integrata con progetti a forte contenuto sociale. Ad esempio una delle iniziative in corso consiste nella raccolta di personal computer obsoleti dalle aziende che intendono disfarsene, su cui vengono installati software open source e che successivamente vengono donati; finora questa attività ha riguardato circa 400 personal computer. Il SIAM 1838 al momento non segue anche la fase di inserimento in azienda, ma è chiaro che nell’interesse per la buona riuscita del progetto è necessario evitare la perdita delle conoscenze acquisite durante i corsi. Al progetto collabora anche il nostro Alberto Cravero e si intravede la possibilità di coinvolgere anche il Rotaract.

 

A conclusione degli interventi il Presidente Giancarlo Crivelli procede, a nome del Distretto, all’assegnazione di una PHF all’Ing. Corsi per il suo fondamentale contributo al progetto.

 

Per quanto riguarda le comunicazioni del Club, buone notizie arrivano da Francesco Fantasia che attendiamo quanto prima nuovamente tra di noi, mentre un grave lutto ha colpito Mariancilla Masotti a cui vanno le condoglianze di tutto il Club.

 

Infine si ricorda che lunedì 21 novembre ci sarà una serata presso l’hotel Villa Torretta a Sesto San Giovanni con l’intervento del Dott. Paolo Mieli, Direttore del Corriere della Sera, di cui è possibile prenotare una copia autografata del libro “La goccia cinese” il cui ricavato sarà devoluto in service.

(ac)

 

 

27 ottobre 2005

“Mongolia: la dimora dei cieli. Impressioni di viaggio di un turista non per caso”

Relatore: Dott. Amos Nannini

Presenze: 37 soci, 14 signore, 4 ospiti

 

 

Le procedure del Rotary prevedono che, almeno un mese prima delle votazioni per l’elezione del Presidente del Club per il secondo anno successivo a quello corrente (in questo caso programmate per il prossimo 1° dicembre e relative all’anno rotariano 2007/08), la Commissione preposta e formata da Stanca in qualità di presidente, Cravero, Crivelli, Ercolani e Monarca comunichi ai soci il nominativo del candidato individuato. Franco Stanca comunica che all’unanimità la Commissione indica l’amico Eugenio Briguglio, a cui va l’applauso e gli auguri di tutti noi.

 

Per gli stessi motivi Marino Ercolani, Presidente incoming per l’anno 2006/07, coglie l’occasione per proporre la squadra che, se il Club confermerà le scelte, lo dovrà supportare nel corso del suo imminente mandato. Il criterio seguito per la scelta è stato quello di privilegiare il “dinamismo e la freschezza temperati dall’esperienza”; quindi, oltre al futuro Past-President Crivelli e all’incoming, i nominativi proposti sono i seguenti: Vice-Presidente Cravero, Segretario Galli, Tesoriere Corte Rappis, Prefetto Lo Po e come consiglieri Calabrese, Colletti, Dragoni, S. Marselli, Massa e Stefani.

 

Un’ultima annotazione riguarda il nostro indomito Past-President Alberto Cravero che il 25 ottobre socrsa, all’hotel Principe di Savoia, ha nuovamente avuto modo di parlare di Banca d’Italia davanti ad un consesso di circa 150 presenti.

 

E quindi passiamo a raccontare della Mongolia in una serata che ha visto la partecipazione di circa il 45% dei soci del Club.

 

Fresco di un suo recente viaggio di piacere in Mongolia, il nostro Past President Amos Nannini ha intrattenuto un’interessata platea sulle sue esperienze in questo Paese che lui stesso ha definito “la dimora dei cieli” per la vastità dei suoi orizzonti e la bellezza dei suoi tramonti.

 


La Repubblica di Mongolia è tra i paesi meno conosciuti dell’Asia e forse uno dei luoghi più incontaminati al mondo: qui le tradizioni permeate di rituali sciamani continuano a trasmettersi di generazioni in generazioni nel rispetto della propria terra e in armonia con la natura. Con i suoi 2 milioni di abitanti, ancora oggi in gran parte nomadi, sparsi in steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, la Mongolia conserva l’eredità del più grande impero che il mondo abbia mai conosciuto e del più geniale condottiero della storia, molte volte emulato ma mai eguagliato: Gensis Khan.

 

Amos ha sfoderato le sue migliori doti di comunicatore illustrando con dovizia di immagini, accompagnate da spiegazioni dettagliate, i vari aspetti di questo Paese che più lo hanno colpito durante questa sua esperienza. Certamente diversi presenti, spinti dal sincero entusiasmo che trapelava dalle parole dell’oratore, stanno già pianificando di fare la stessa esperienza. Grazie Amos e a risentirci dopo il tuo prossimo viaggio!

 

 

 

 

 

Notizie rotariane

 

Forum sullo SVILUPPO SOSTENIBILE

Il Forum è organizzato dalla nostra Commissione distrettuale Ambiente e Territorio.

 

Lo “Sviluppo Sostenibile” è tema di grande interesse ed attualità, cui come rotariani siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo. Con questo Forum e la messa a punto di una originale “Carta”, che sarà distribuita in anteprima agli intervenuti, la nostra Commissione intende facilitarne l’impegno.

 

Il Forum si terrà la mattina del 26 Novembre a Pavia, grazie anche all’ospitalità di Ciro Rampulla Governatore del Distretto 2050, in quanto il progetto è stato portato avanti con la collaborazione del prestigioso Collegio Borromeo.

 

Il programma è stato inviato a tutti i soci per posta elettronica.

 

 


Premio Maturità 2005

 

Il Premio Maturità è un’iniziativa promossa dai Distretti Rotaract 2040 e 2050 per offrire uno stimolo all’impegno dei giovani nello studio ed insieme un riconoscimento alla qualità del lavoro svolto in sede di Esame di Maturità. Il Rotaract crede nello studio come momento di "investimento" dello studente in se stesso e non più solo come adempimento di un dovere.

 

Proprio sulla base di questa chiave di lettura nel 2004 si è voluto riprendere un premio che nel 1998 e nel 1999 era stato istituito dal Rotary Milano Sud Ovest. Tale premio si ispirava alla tradizione austro-ungarica in cui l'Imperatore premiava con un anello il miglior risultato degli esami di maturità superati dagli studenti appartenenti ai vari paesi dell'Impero.

 

Nell’ambito dell’edizione 2005, più di 200 scuole delle province lombarde hanno segnalato oltre 630 prove. Un risultato significativo che ha superato le più rosee aspettative, più che raddoppiando i risultati ottenuti con l’edizione 2004.

 

Il 21 ottobre, presso la sede del provveditorato, la giuria ha selezionato le migliori prove d’esame e tra queste le tre vincitrici, rispettivamente dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali per un valore complessivo di Euro 2.100,00.

 

Il 5 novembre 2005, in presenza del Dr. Dutto, Direttore Generale Ufficio Scolastico della Lombardia, del Prof. Zecchi, Presidente della Giuria, dei Governatori dei Distretti Rotary 2040 e 2050, delle Autorità locali e della stampa, si è tenuta la premiazione e la conferenza stampa presso la Sala Consiliare della Provincia di Milano.

 

 

 

 

 

I nostri soci

 

Gli auguri di buon compleanno del mese vanno a:

 

Pellicano M.

5/11

Naccari C.

16/11

Rampino V.

6/11

Nannini M.

16/11

Rosignoli A.

8/11