Rotary Club Milano Naviglio Grande San Carlo

 

 

Gita nel Monferrato

25 giugno 2005

 

 

Un nutrito gruppo di soci ha accettato con piacere l’invito dei coniugi Cravero ad una “scampagnata” cultural-gastronomica tra le colline del Monferrato.

 

Gli equipaggi automuniti, arrivati da Milano e altre località dell’hinterland, si sono ritrovati nella piazza principale di Castelnuovo Don Bosco dove Rosanna e Alberto hanno subito iniziato a darci un saggio della loro ospitalità, distribuendo agli intervenuti confezioni di pregiati grissini torinesi “rubatà” che alcuni di noi hanno immediatamente provveduto a saccheggiare per gustarne in anteprima l’alta qualità. (Vedere servizio fotografico)

 

Il programma prevedeva, come prima tappa, una visita all’Abbazia di S. Maria di Vezzolano. Per lo più sconosciuta alla maggioranza, l’Abbazia si è rivelata di notevole bellezza e interesse artistico.

 

L'ecclesia di Santa Maria di Vezzolano nasce sullo scorcio dell'XI secolo, nel fervido clima di riforma che vede in quegli anni sorgere numerosi altri complessi religiosi piemontesi. Molto probabilmente contribuiscono alla sua fondazione un gruppo di famiglie di signori locali i cui interessi, non solo religiosi, gravitavano intorno al Vezzolano, località che, come hanno chiarito gli studi storici ed archeologici più recenti, fu luogo di insediamento fin dall'epoca romana. Il nome stesso di Vezzolano ne denuncia l'origine antica, derivando dal gentilizio Vettiolus. L'atto di fondazione della chiesa risale al 27 febbraio 1095. Si tratta di un documento dal quale apprendiamo che alcuni signori investono Teodulo ed Egidio del molo di officiales della chiesa di Vezzolano, purché s'attengano ad alcuni precetti condivisi e vivano secondo la regola canonica, probabilmente la stessa regola di S. Agostino, attestata in seguito in Vezzolano (bolle papali del 1176, 1182). L'osservanza della regola fu rispettata per molto tempo, sicché la fama di rettitudine dei canonici vezzolanesi è tramandata da numerosi documenti fino a tutto il XIII secolo.

Posta tra le diocesi di Vercelli, Asti, Torino ed Ivrea, vicina ai potenti comuni di Asti e Chieri, la canonica del Vezzolano testimonia con le sue importanti opere d'arte mediovale un lungo periodo di splendore tra i secoli XII e XIII, seguito da un lento declino, che può essere simbolicamente racchiuso in due date: 1405, anno in cui la canonica è concessa in commenda (proprietà e rendite sono assegnate ad abati detti appunto commendatari e residenti altrove), ed il 1800, quando l'amministrazione napoleonica ne espropria i beni, trasformando la chiesa in cappella campestre della parrocchia di Albugnano.

 

 

Terminata la vista all’Abbazia, da tutti molto apprezzata, è iniziata la parte più “godereccia” del programma con il trasferimento a Moncucco, dove siamo stati accolti dai proprietari della “Trattoria del Freisa” che, opportunamente istruiti dai coniugi Cravero, ci hanno imbandito le migliori prelibatezza della cucina monferrina.

 

I locali settecenteschi della trattoria, ottimamente conservati, costituiscono un ambiente rustico e confortevole con temperatura molto gradevole che ci ha fatto presto dimenticare la calura esterna. Pur essendo prevista una visita alla cantina sociale di Castelnuovo Don Bosco, al termine del convito parecchi di noi si sono lanciati nell’acquisto di bottiglie di vino per essere sicuri di portarsi a casa un ricordo “tangibile” dell’ottimo nettare che abbiamo gustato durante il pranzo.

 

Trasferiti alla cantina sociale, molto bene arredata e fornita, la “campagna acquisti” si è conclusa tra i sorrisi di compiacimento di chi caricava nei portabagagli cartoni di freisa, barbera, malvasia e quant’altro.

 

Purtroppo è arrivato anche il momento dei commiati. Il rimpianto per aver ormai concluso una così piacevole giornata era negli occhi di tutti. Speriamo solo di poter ripetere un’esperienza così piacevole.

 

Grazie ancora a Rosanna e Alberto!

c.g.