Avvocato e scrittore, nel '96 aveva creato l'associazione Humaniter. II sindaco Albertini: una grande perdita

L'addio a Massimo della Campa

Da vent'anni guidava l’Umanitaria «Un napoletano che amava Milano»

 

Si è spento ieri mattina, all'età di 82 anni, l'avvocato Massimo della Campa, presidente della Società Umanitaria.

La cerimonia funebre si terrà domani, 24 giugno, alle ore 9.30, presso la Società Umanitaria in via Daverio 7, ove nel Salone degli Affreschi è stata

allestita la camera ardente, aperta dalle 9 alle 21 di oggi. Per il sindaco Gabriele Albertini, «quella di Massimo della Campa, napoletano che aveva eletto Milano a sua città, è una perdita destinata a lasciare il segno tra quanti fanno dell'assistenza ai più deboli un inderogabile perno di vita».

 

Massimo della Campa, presidente della storica Società Umanitaria, era uno dei tanti illustri milanesi d'adozione. Nato, quasi «per combinazione» disse lui una volta «'mmiezo 'o Vommerox., a Napoli, aveva qui frequentato il corso allievi ufficiali nel 1942. L'anno dopo, nel 1943, entrò in contatto con la massoneria, per la quale ricoprì, nel corso dei decenni successivi, le più alte cariche (fu Gran Maestro), creando contatti con le massonerie svizzera, inglese e statunitense. In molteplici dibattiti e scritti cercò di dimostrare che la massoneria italiana non è mai stata «un anti-Stato» , come anche sostenne nel suo forse più importante libro «La massoneria italiana» (1998), scritto con Giorgio Galli.

 

Venne a Milano nel 1950, dove lavorò come avvocato. Nell'ambito forense ricoprì importanti incarichi in organizzazioni italiane e internazionali. Già membro dell Union Internazionale des Avocats, dal 1978 al 1984, è stato poi delegato, per il nostro Paese, del CCBE, organo di consultazione delle avvocature europee.

 

Negli anni Settanta divenne consigliere della Società Umanitaria, della quale divenne presidente nel 1988.

 

La Società Umanitaria, fondazione benefica milanese attiva in ambito sociale e culturale, venne fondata nel 1893 grazie al lascito di un mecenate mantovano, di nome Prospero Moisé Loria, che le assegnò molteplici beni finanziari. Lo scopo dell'istituzione, riconosciuta come ente morale senza fini di lucro, risiede nel suo statuto, ancora oggi praticamente identico a quello originario: «Mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da se medesimi, e di operare per l'elevazione professionale, intellettuale e morale dei lavoratori».

 

Attraverso l'Umanitaria vennero realizzate numerose strutture sociali, come le Case del Lavoro, gli Uffici del lavoro con i laboratori d'arti e mestieri, la Scuola del Libro, il Teatro del popolo.

Della Campa ha retto l'Umanitaria con forte impegno, rinnovandone le finalità statutarie e aggiornandone i contenuti di programma, nel segno della crescita civile, della dialettica culturale e della solidarietà. A lui si deve il

radicamento dell'Umanitaria in Sardegna (con i Centri Servizi Culturali di Cagliari, Alghero e Carbonia-Iglesias) e a Napoli, attraverso la Fondazione Humaniter, istituita nel settembre del 1996.

La Humaniter è una associazione aperta a quanti non hanno avuto modo di approfondire un certo tipo di studi, di soddisfare la loro curiosità in campi difformi a quelli loro usuali. Della Campa ha inoltre istituito l'Istituto di Studi e Iniziative Sociali (ISIS), una sorta di osservatorio permanente creato dalla Società Umanitaria affinché possa operare nell'ambito della ricerca, della documentazione, della progettazione e dell' attuazione di interventi sociali sul territorio, anche per conto di enti terzi.

Della Campa è autore di molti testi, tra i quali «Diritti umani, individualismo e solidarietà» (1999), «Il modello Umanitaria» (2003) e «Dieci anni di Humaniter» (2004).

«La sua scomparsa - ha dichiarato il sindaco Albertini - è una perdita destinata a lasciare il segno tra quanti fanno dell'assistenza ai più deboli un inderogabile perno di vita. Sebbene partenopeo di nascita, aveva eletto Milano come sua città d'affezione. Frequenti le sue visite a Palazzo Marino, dove non più tardi della settimana scorsa avevo avuto la possibilità di apprezzare la sua personalità così sensibile e poliedrica. Una caratteristica quest'ultima che lo aveva spinto ad entrare nella Massoneria diventando poi Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia. Ma è nella gestione dell'Umanitaria che Massimo della Campa è riuscito a cogliere appieno quello spirito che ha fatto di Milano la capitale italiana dell'impegno verso i bisognosi».

Per il senatore dei Verdi, Fiorello Cortiana, «l'Umanitaria, che della Campa presiedeva, ha svolto una funzione straordinaria di sussidiarietà sociale».

Pierluigi Panza

 

Una vita di impegno

 

 

*PARTENOPEO

Nato a Napoli il 15 settembre 1923, Massimo della Campa si laurea in Giurisprudenza. Nel '43 si avvicina alla massoneria e nel '50 si trasferisce a Milano

*AVVOCATO

Ha ricoperto importanti incarichi in organizzazioni italiane e internazionali (Union Internazionale des Avocats e CCBE, organo di consultazione delle avvocature europee)

*UMANITARIA

Negli anni '70 è diventato consigliere della Società Umanitaria e nel 1986 presidente. Ha istituito la Fondazione Humaniter